Insegnamento: transizione e continuità

Il viaggio in Giappone quest’anno è stato diverso dal solito. Sapevamo che il Maestro non sarebbe stato nel dojo ma avevamo ovviamente deciso di partire lo stesso. Dopo anni di frequentazione del dojo del Maestro Ishido uno è preparato, sa cosa lo aspetta, conosce gli orari e le abitudini del dojo.
Questa volta non sapevamo come sarebbe stato… Come sempre, si è rivelato meraviglioso.
Il primo giorno gli allievi anziani del Maestro ci hanno regalato due ore di consigli e osservazioni e nuovamente abbiamo dovuto rimettere in dubbio quello che stiamo facendo per aggiungere altri particolari o rivedere interpretazioni . La pratica è poi stata seguita da Kotaro sensei, forse un po’ intimidito dal dover sostituire per la prima volta suo padre, ma magnifico nelle spiegazioni e nella generosità dell’insegnamento.

Ci hanno fatto concentrare molto su ZNKR, anche Morishima sensei ha insistito molto sullo studio corretto e puntuale dei punti riportati sul libretto aggiornato della ZNKR e sulla necessità di approfondire la nostra conoscenza dei dettagli dei Kata. Ci ha però anche fatto notare che, poiché lo iaido della ZNKR probabilmente assumerà una maggiore importanza per lo svolgimento degli esami, dobbiamo anche cercare di capirne il contenuto in quanto Budo. Dobbiamo quindi studiare bene la tecnica ma saper esprimere attraverso una tecnica corretta un buon kokoro e realizzare una buona “espressione marziale”.
Siamo andati a trovare il Sensei e mi ha colpito molto la sua forte intenzione di programmare e creare il futuro. Le sue energie erano volte a capire come far crescere le diverse persone che lo circondano trasmettendo loro il più possibile affinchè lo iaido possa continuare a crescere e a progredire.

Diciamo che in questi giorni in Giappone abbiamo potuto fare una riflessione su come sarà il futuro (tutti speriamo, molto lontano) del dojo a cui facciamo riferimento: la continuità di un insegnamento di alto livello è evidente.
Avendo compiuto 60 anni il problema della continuità mi tocca da vicino. Che cosa abbiamo costruito, in questi anni, in Italia? La mia generazione ormai non può più pensare a traguardi individuali. E quindi, ci sono persone che continueranno questa via con dedizione anche dopo di noi? Abbiamo trasmesso abbastanza il senso di quello che stiamo facendo e il senso degli insegnamenti della linea di Ishido sensei?

Danielle Borra, 7 dan kyoshi

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