La lezione sul taglio dei giornali

Subito prima di Natale abbiamo fatto una lezione in cui abbiamo riproposto l’esercizio del taglio dei giornali che non facevamo da diversi anni.
Come scriveva tempo fa Davide De Vecchi sulla rivista Ki, “Vi siete mai chiesti perché una spada taglia? Il filo, certo, ma una lama affilata può non essere sufficiente: il Maestro Furuichi spesso nei suoi seminari dimostra che Shinken, Iaito o boken tagliano allo stesso modo se usati correttamente” .
E’ un’ affermazione vera e tagliare dei giornali con il boken è comunque un esercizio molto interessante. Tagliare un giornale?! Nulla di più semplice, si potrebbe pensare, eppure se il movimento non è corretto un bokuto non potrà mai tagliare un pezzo di così effimera resistenza come una pagina di giornale.
Una delle differenze fondamentali tra le spade Giapponesi e le spade occidentali è proprio la struttura ed il metodo con cui si devono usare. Se pensiamo ad una spada medievale occidentale dobbiamo immaginare una spada che abbia la forza di spaccare tutto quello che trova sul suo cammino, mentre la spada giapponese deve scivolare sul bersaglio per poterlo tagliare, perdonatemi il termine scivolare forse sarebbe più esatto scorrere.


Questo scorrere fa si che la parte più tagliente della spada, il monouchi possa scorrere e penetrare all’interno del bersaglio tagliando senza sforzo.
Il giornale è un pezzo di carta non offre molta resistenza ma tagliarlo bene con un boken è tutt’altro che banale, bisogna avere un taglio efficace e corretto se no il nostro giornale si strappa, si accartoccia e resiste ai nostri tentativi. Per fare questo occorre che la spada abbia la giusta traiettoria, che la punta lavori da subito, che la lama assuma velocità prima dell’impatto. Solo in questo modo il taglio sarà efficace.
Esattamente questo, senza sforzo, se usiamo il boken oppure uno iaito, con il movimento corretto, l’impatto del monouchi con il giornale aprirà un microscopico varco ed il movimento corretto verso il basso continuerà l’azione del taglio. Posso assicurarvi che è più facile a farsi che a spiegarlo e, come spesso succede nello iaido, doppiamo apprendere un movimento corretto per poter effettuare un taglio corretto. In fondo stiamo studiando come utilizzare in maniera corretta una spada giapponese.
I concetti sono chiari ma vedere se li applichiamo davvero oppure no è comunque interessante.
Andrea che aveva già fatto questa cosa con noi anni fa, mi ha detto un po’ meravigliato: “va molto meglio dell’ultima volta che lo abbiamo fatto, allora pochissimi riuscivano veramente a tagliare”.

E’ così, c’è un cambiamento. E’ vero che stiamo insistendo tantissimo in questi anni sul taglio, anche perché ogni volta che andiamo in Giappone nel dojo del Sensei rimaniamo colpiti dalla differenza di capacità ed efficacia del taglio nel dojo del Maestro ed in Italia.
Il taglio insieme al movimento del corpo costituisce la parte principale dello iaido per me, se fatto in modo corretto oppure no è abbastanza evidente.
Nell’esercizio con i giornali si vede semplicemente se funziona oppure no e forse il lavoro di questi anni ha prodotto dei risultati, come evidenziato da Andrea.

Claudio Zanoni, 6 dan renshi

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