Un dojo di successo

Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale.
È il coraggio di andare avanti che conta.

W. Churchill

In questi giorni la Società di Ginnastica ha pubblicato un libro per festeggiare i suoi 175 anni, che racchiude le principali attività e i principali successi raggiunti negli anni dai vari settori.
Per questo ci ha chiesto delle fotografie e l’elenco delle medaglie vinte dal nostro gruppo ai campionati europei e agli italiani. Le ho quindi contate tutte e il risultato è stato in effetti sorprendente, perché lo sappiamo che abbiamo buone prestazioni agonistiche ma vedere tradotta la tua sensazione in numeri è diverso, formalizza e chiarisce questo punto molto bene.
Sempre in questi giorni inoltre con Claudio abbiamo avuto alcune esperienze di insegnamento di iaido fuori dal dojo, che hanno stimolato alcune considerazioni che si sono sommate alle riflessioni innescate dal “conteggio medaglie”.

In pratica la domanda è : quali sono le componenti che fanno di un dojo un dojo che funziona e che ha successo? Sicuramente le componenti sono tante e si intrecciano creando sinergie, un solo aspetto non basta a spiegare perché un gruppo funziona ed un altro no. E sicuramente il successo non è definitivo ma muta nel tempo, ci sono società che hanno funzionato bene per un certo periodo ed ora hanno maggiori difficoltà ed altre che sono riemerse solo di recente.

Ma quali sono gli indicatori del buon funzionamento di una società?

Cominciamo dai risultati agonistici non perché siano i più importanti ma perché hanno determinato le prime riflessioni su questo articolo. Sicuramente se le persone che lavorano insieme in un dojo vincono medaglie agli europei o agli italiani questo costituisce un indicatore di un buon lavoro complessivo degli insegnanti e del gruppo nel suo insieme. Le gare non sono necessarie ma permettono di confrontarsi con il livello del proprio iaido in un determinato momento e in un determinato contesto. Se più persone arrivano a dei risultati si può sicuramente dire che, rispetto al contesto, lo iaido praticato nel dojo è in linea con quanto richiesto dalla ZNKR e mostra delle buone performance.

Un altro indicatore è il numero di persone che praticano. Anche questo non è un indicatore assoluto e dipende da molti fattori fra cui per esempio la location. Però se il gruppo è abbastanza numeroso e distribuito nei vari gradi e se il numero degli abbandoni è limitato possiamo dire che il gruppo funziona. I fattori che fanno funzionare un gruppo e limitano gli abbandoni sono molteplici, gli insegnanti sono sicuramente una componente importante come lo è il luogo di pratica confortevole, ma anche le dinamiche di gruppo e le relazioni fra le persone che lo compongono determinano la piacevolezza o meno del praticare insieme. Anche un coinvolgimento di tutti indipendentemente dai ruoli all’interno della società aiuta questo punto.

I gradi sono un altro indicatore dello stato di salute di un gruppo. Se le persone continuano e trovano motivazioni nonostante le difficoltà che tutti incontriamo nella Via questo è positivo. Chiunque decida di impegnarsi lavorando con costanza e attenzione arriverà sicuramente a prendere il 5° dan, magari impiegando tempi diversi, ma quel grado è un obiettivo alla portata di tutti. Se le persone che praticano raggiungono il 5° dan possiamo dire che lo iaido che facciamo è in standard, inoltre se si continua a lavorare insieme collaborando ed aiutandosi reciprocamente pur avendo raggiunto gradi già abbastanza alti possiamo nuovamente dire che tutto sta funzionando.

Gli insegnanti e gli arbitri. Le persone che praticano nel dojo crescono anche per quanto riguarda l’assunzione di responsabilità e di ruoli? Anche questo è positivo perché vuol dire che non c’è un eccessivo accentramento sulla figura di istruttore ma alcuni incominciano ad entrare in ruoli diversi e per esempio ad aprire nuovi luoghi di pratica. Alcune persone man mano che crescono nei gradi sentono la necessità di esprimersi e di insegnare. Oltre a coinvolgerle nel dojo, l’apertura di altri luoghi di pratica – pur mantenendo un buon contatto con il dojo di origine – è importante ed è sicuramente un segnale di crescita complessiva.

Un altro fattore che dimostra l’attività del dojo è la capacità o il desiderio di organizzare eventi di importanza nazionale o internazionale.

Le diverse componenti interagiscono fra loro e non è detto che siano costanti nel tempo.
Sarebbe importante monitorare con lucidità ed onestà lo “stato di salute” del proprio gruppo per mitigare i fattori di rischio ed incentivare le cose positive.

Danielle Borra, 7 dan kyoshi


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Nota: vi invitiamo a leggere l’articolo che La Stampa ha dedicato ai 175 anni di vita della Reale Società di Ginnastica, cliccando *qui*. Non perdetevi i festeggiamenti che avranno luogo il 17 marzo nella storica sede di via Magenta 11!

© Le fotografie utilizzate in questo articolo sono state scattate da Alessio Rastrelli in occasione dei Campionati Italiani di iaido CIK 2019.

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