SEMINARIO DI MUSO SHINDEN – TORINO 22-23 Marzo 2025
con i Sensei: Rene Van Amersfoort, Danielle Borra, Claudio Zanoni
SENTIRE PERSONALE
Vi avverto, in queste poche righe non sarò oggettivo nei confronti di questa due giorni di koryu. Non descriverò “cosa” o “chi ha fatto cosa”, bensì soggettivo, ovvero scriverò solo delle mie impressioni.
A questi due giorni ho assegnato tre parole chiave: “amici”, “ginocchia”, “soddisfazione”.

Amici, nuovi e vecchi che è sempre un piacere incontrare nuovamente.
Incredibile come si consolidino le amicizie pur vedendoci, quando va bene, ad intervalli di mesi. La condivisione della pratica è sicuramente la malta di questi legami.
Però non è da stupirsi, infatti un detto giapponese recita:
KO KEN CHI AI:
l’allenamento della spada nel tempo sviluppa amicizie solide di lunga data!
Gli stessi “Principi del Kendo” (e dello iaido e del jodo ovviamente), così come promulgati dalla ZENKENREN e fatti propri dalla CIK dichiarano specificatamente che i praticanti debbano:
avere grande stima della cortesia umana e dell’onore,
associarsi agli altri con sincerità.
Non è un caso che i nostri sayonara party del sabato sera siano sempre affollati. Ancor più significativo è il fatto che molti partecipanti si diano appuntamento tempo prima dell’orario convenuto per quattro chiacchiere e un aperitivo.
Quindi quella dell’amicizia, del reincontrarsi per seminari o competizioni, è sempre un aspetto piacevole e motivante per la partecipazione.
Vengono poi le ginocchia. Le mie hanno 36 anni e 2 mesi a testa, ops, a rotula, e affrontare di seguito shoden, chuden e okuden in due giorni filati è stato impegnativo. Fortunatamente i nanadan qualche privilegio lo hanno, inutile negarlo, per cui quando non ce la facevo più mi fermavo e passeggiavo tra i praticanti.

Ora arriviamo alla terza parola chiave: soddisfazione.
La caratteristica di questo seminario è stata di voler offrire una panoramica globale di Muso Shinden. Ovviamente, come viene insegnato dal Maestro Ishido Shizufumi.
In pratica siamo partiti sabato mattina da Shohatto (primo kata della serie Shoden – Omori ryu) per approdare domenica pomeriggio a Itomagoi (ultimo kata della serie Okuden).
Personalmente ho trovato utile un ripasso della prima serie ed un approfondimento dei kata della serie Chuden – Hasegawa Eishin Ryu. I più impegnativi per le ginocchia, ma di grande soddisfazione per l’opportunità di meglio registrare e correggere i “particolari” delle sequenze che rendono il kata più razionale.
Come ho detto la soddisfazione è stata tanta, soprattutto domenica, nell’affrontare gli Okuden suwari waza dove anche quei pochissimi kata che avevo avuto l’opportunità di studiare con una guida, necessitavano di pesanti revisioni e suggerimenti che Claudio ha saputo puntualmente dare. Grazie.
In due giorni ho riempito il mio notes di appunti con l’obiettivo di fermare tutti i dettagli che la sola memoria non avrebbe saputo trattenere. Ci ho messo diverse ore, a casa, a decodificarli e riportarli nel mio personale quaderno degli appunti. Impiegherò giorni a studiarli in dojo.
Apro una parentesi sul tema. Durante questo seminario, ma anche negli ultimi, privati o federali che fossero, non ho visto nessuno con la penna in mano. Molti col cellulare per riprendere le spiegazioni. Questo però fa, a parer mio, concentrare molto sulla ripresa e poco in quell’osservazione che porta alla comprensione. È vero che c’è poi la possibilità di “rivedere”, ma si perde la freschezza e l’immediatezza della spiegazione “live”.
Perdonerete questo ragionamento da boomer, in ogni caso: buon iaido a tutti!
Carlo Sappino

Si è tenuto quest’anno il ventesimo anniversario dell’appuntamento dedicato allo iaido Muso Shinden Ryu condotto da René Van Amersfoort Sensei a Torino, seminario al quale ho partecipato per la prima volta.
Le lezioni dedicate al Koryu della scuola di Ishido Sensei vengono svolte in maniera piuttosto regolare dai miei due Maestri Rokudan Roberto e Margherita nel nostro dojo di Roma, alternandole al classico Seitei Iai, ma in questa occasione avevo deciso di esserci per continuarne la pratica.
Lo studio del Koryu come tutti possono immaginare, richiede un impegno fisico e mentale notevole e come ci insegnano sempre, la pratica del Budo non si può comprendere solo a livello intellettuale: deve necessariamente essere vissuta in pieno e nessuno può farlo al posto nostro.
Per me che nell’attuale stagione sportiva, sono al ventiseiesimo anno di pratica del Budo (a partire dall’aikido che è stata la prima disciplina, oltre allo iaido e al jodo che si sono aggiunte successivamente), lavorare sul corpo attraverso il Koryu in un intero seminario di due giorni, è un qualcosa che non avevo ancora affrontato direttamente.
Mi sono immerso in questo tipo di studio essendo cosciente dei suggerimenti ricevuti dai vari Maestri incontrati finora: che ognuno di noi percepisce la realtà a modo proprio, non la totalità delle cose e che quindi finché non proviamo e sperimentiamo su noi stessi la difficoltà della pratica, non possiamo “attivarne” la conoscenza.
Avendo esperienza di lavoro con il corpo attraverso le altre discipline, sapevo che in quei momenti stavo affrontando la fatica in maniera “consapevole” e guidata per cercare di eseguire correttamente i vari kata.
Alla fine del seminario avevo le ginocchia letteralmente “distrutte” per le posizioni di seiza e tateiza che il Koryu richiede a un tipo di fisico “occidentale” e allo stesso tempo ero pienamente soddisfatto e felice per essere stato presente e avere innalzato un po’ la mia soglia di resistenza mentale (uscire dalla zona “comfort” come ci insegnano sempre).
Per me è comunque un enorme piacere condividere insieme ai miei amici di pratica non solo l’esperienza del Budo, ma anche tutti quei momenti di incontro diretto come le cene del sabato durante i quali ci scambiamo le nostre impressioni.
Renè Sensei – che il 22 marzo festeggiava anche il suo compleanno – è stato coadiuvato come sempre impeccabilmente dal Maestro Claudio Zanoni Sensei che ci ha illustrato le varie modalità di ogni singolo kata. Siamo stati seguiti attentamente dalla Maestra Danielle Borra Sensei, dal Maestro Carlo Sappino Sensei e dal Maestro Andrea Cauda Sensei che ci hanno corretto le posizioni e suggerito quei particolari che in un primo momento non avevamo afferrato.
Un ringraziamento speciale anche a Cristina e Manuela per l’organizzazione amministrativa e logistica.
Ovviamente il mio è un sincero e reale sentimento di gratitudine nei confronti di tutti loro – come pure verso i miei Maestri e tutti i praticanti del mio dojo – consapevole della fortuna che ho nel poter praticare a questi livelli.
Andrea De Luca

Aspettavo con grandi speranze ed entusiasmo il primo Stage della mia carriera nello Iaido.
Venerdì mattina siamo partiti in macchina con i colori di Kiryoku Budapest; eravamo in quattro a rappresentare la nostra associazione.
Abbiamo iniziato il Seminario sabato mattina, con quello che ritengo fosse un numero ideale di partecipanti.
Il primo giorno abbiamo terminato Shoden e abbiamo anche avuto un assaggio dei kata di Chuden. Sia Claudio che René Sensei possiedono una conoscenza incommensurabile, che puoi percepire e sperimentare durante tutto il corso. Hanno anche spiegato in modo molto approfondito i passaggi e le interpretazioni di ogni kata.
Le sessioni di allenamento si sono svolte in un’atmosfera molto positiva ed è stato un piacere speciale per me che i Sensei Cauda e Sappino mi abbiano dedicato un’attenzione particolare, anche se ero un praticante principiante!
Alla fine della giornata eravamo stanchi e non vedevamo l’ora di proseguire il giorno dopo.
La domenica abbiamo ricevuto lezioni fondamentalmente di okuden, cosa che ha avuto un impatto notevole sulle mie conoscenze attuali.
Dopo l’allenamento congiunto mattutino, abbiamo praticato i kata seduti e in piedi in due gruppi.
Ho conosciuto i kata Okuden in posizione in piedi nel gruppo di René.
Avendo iniziato a praticare questo splendido sport solo all’età di 50 anni, mi sentivo un po’ sopraffatto dalla moltitudine di compiti irrisolti che mi aspettavano ancora.
Ma farò del mio meglio e spero che anno dopo anno riuscirò ad avvicinarmi sempre di più a tutti i kata dei koryu!
Una cosa è certa: ho già segnato sul calendario la data del Torino Koryu Seminar del prossimo anno, perché ovviamente ci sarò!
E qui vorrei anche rivolgere un ringraziamento speciale ai Maestri Norbi e Bálint per il loro insegnamento durante l’anno appena trascorso. Sinceramente ritengo di aver ricevuto molti insegnamenti da loro e cercherò sempre di esserne grato!
Domo Arigato Gozaimashita!!!
Zoltàn Simon











