Non so se lo sapete, ma l’Italia è DAVVERO lunga. Lo si può senz’altro intuire guardando la cartina dello stivale, ma attraversarla in macchina andata e ritorno nel giro di 2 giorni, è tutta un’altra storia! 

Andata..

Si parte alle 6 di Venerdì mattina nella speranza di arrivare a Modena intorno alle 19.

Quando guidi per così tanto tempo, dopo un po’ il paesaggio diventa tutto uguale e allora non puoi far altro che pensare e ripensare: con la mente anticipi quello che verrà, cioè gara individuale ed esame da Sandan. E allora ne approfitti per ripassare mentalmente i Chakuganten, per ripensare alle correzioni ricevute durante un anno di allenamenti su Zoom (che sia sempre benedetto!). So di non essere al massimo della forma, ma spero comunque di fare bene ed esprimere uno iaido “decente” anche perchè, per la prima volta in 5 anni di pratica e di partecipazione ad eventi in giro per l’Italia, stavolta non sarò solo e condividerò questa esperienza con altri 5 iaidoka siciliani, il che mi rende molto felice ma al tempo stesso un po’ ansioso!

Shiai e Shinsa..

Finalmente, dopo un anno e mezzo, mi ritrovo all’interno di uno shiai-jo, circondato da amici da tutta Italia!

Durante il riscaldamento prima della gara, mi alleno accanto ad Andrea Cauda, il che mi fa venir voglia di svestire lo iaito e restare ad osservarlo. Nel corso di questo lockdown la pratica mi è mancata tantissimo, ma altrettanto mi è mancata l’opportunità di osservare e apprezzare lo iaido dei senpai e poter prendere spunti da incorporare (o, per lo meno, provarci) nella mia pratica.

Alla fine, gara ed esame vanno bene, ma dentro di me so che non sono riuscito a dare il massimo e praticare dopo tanto tempo al di fuori del mio salotto mi ha fatto sentire abbastanza impacciato. Sono felice però di come gli altri ragazzi siciliani abbiano affrontato gara ed esami e che abbiano trovato questa esperienza molto formativa. Questo mi lascia ben sperare per i prossimi eventi! 

campionati iaido 2021 gerbino
Foto by Alessio Rastrelli

Ritorno..

Se il viaggio di andata è sempre colmo di anticipazione, quello di ritorno è il momento dell’analisi. La strada percorsa è pressoché uguale, idem il paesaggio che fa da sfondo, ma i pensieri sono totalmente diversi:

  • Ho fatto abbastanza?
  • Ho rispettato i punti che mi ero prefissato di rispettare?
  • Sono stato da esempio per i miei kohai siciliani?

L’assenza dell’ansia pre-esame/gara avuta durante l’andata, unita alla gioia di aver ripreso a fare quello che più mi piace, fanno scivolare via molto più velocemente la via del ritorno.

Arrivato a casa, il contachilometri segna 2300 km totali, l’orologio segna 24 ore di guida totali e il cuore segna tantissimi amici incontrati dopo più di un anno, tanti nuovi amici conosciuti per la prima volta e uno Iaido di altissimo livello osservato ed eseguito dai tanti senpai: Chiara, Vittorio, Carlo, Pier, Andrea (x2) sono tutti spettacolari, e mi scervello per capire come fare per riuscire, un giorno, a tirare come loro.

Al momento una risposta devo ancora trovarla, ma una cosa è sicura: dovrò ancora percorrere migliaia di chilometri e guidare centinaia di ore per cercare di avvicinarmi a loro almeno un po’. Nel frattempo, però, mi godo il viaggio 🙂 

Gabriele Gerbino

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Bergamasca, laureata in Scienze Filosofiche, studia Copywriting e si occupa di scrittura per il web. Appassionata di giochi di ruolo, letteratura e animali. Pratica iaido dal 2012, fa parte della Nazionale Italiana dal 2013, è diventata allenatrice nel 2021 e sta seguendo il corso per ottenere la qualifica di arbitro.
Nato a Catania nel 1991, laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, lavora come Software Engineer presso aziende americane. Oltre la tecnologia, nutre una profonda passione per le arti marziali, praticando Karate per 8 anni e successivamente, dal 2016, Iaido.
Ho iniziato a studiare iaido nell'ottobre 2018. Mi sono avvicinato a questa disciplina un po' per caso. Sono appassionato di manga giapponesi, ne ho letti molti e il mio personaggio preferito è Zoro di One Piece. Ciò che mi ha colpito di più di questa disciplina è vedere come gesti apparentemente semplici sono in realtà i più complessi da eseguire correttamente perché spesso corpo e mente non agiscono all'unisono e per cambiare ciò servono tanta pratica e perseveranza.

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