EIC2022

di Gabriele Gerbino
Gabriele Gerbino
Gabriele Gerbino – Modena 2022 | Foto di Alessio Rastrelli

Ebbene si, lo ammetto: all’ultimo hantei della finale a squadre degli EIC 2022, per un momento, alla fine, gli occhi mi si sono riempiti di lacrime…

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Ho cominciato la pratica dello Iaido nel 2016 e nel 2017 ho partecipato alla mia prima gara individuale: due sconfitte da 3-0 e tutti a casa 🙂 

Nonostante il magro bottino, l’esperienza dello shiai e le relazioni che si intrecciano attorno ad esso hanno fatto sì che da quel momento io non abbia più smesso di gareggiare. Escluso il periodo in cui tutto è stato bloccato dalla pandemia, ho gareggiato una media di 3 volte all’anno, ho vinto e perso incontri in Italia e in Europa e quindi posso dire di avere una discreta esperienza sullo shiai-jo, ma mai prima dell’EIC 2022 ho avuto occasione di partecipare ad una gara a squadre. 

Vivo e pratico in un dojo in Sicilia, dove i praticanti non sono tantissimi e quelli presenti non sono interessati alle gare, il che significa che mentre i dojo del resto d’Italia si affrontano nei campionati Italiani a squadre il giorno dopo lo svolgimento delle gare individuali, io in genere sono gia’ tornato a casa a Catania. Inoltre, non ero mai stato selezionato nella squadra nemmeno agli Europei, quindi ho sempre guardato dall’esterno e con curiosità a questa competizione: sentendo parlare maestri e compagni di pratica, tutti concordano sul fatto che la gara a squadre abbia un qualcosa in più. 

Ma cosa?

Proprio per questo scoprire di essere stato selezionato nella squadra Italiana per partecipare agli Europei mi rese particolarmente felice, anche perché i miei compagni di squadra sarebbero stati Alessandro, Carlo e Ilaria, grandissimi iaidoka ed amici. 

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Alla fine della giornata di gare individuali l’Italia chiude con 9 medaglie e il primo posto nel medagliere tra tutte le altre nazioni.

A quel punto sapevamo tutti cosa avrebbe reso perfetta una spedizione gia’ di per sé fantastica..

Domenica siamo tutti pronti.

Sulla carta non eravamo favoritissimi, dato che la maggior parte delle nazioni avrebbe schierato un 5-4-1, mentre noi un 4-3-3. Ma eravamo consapevoli che potevamo giocarcela, forti anche di giocare in casa, dell’esperienza che ognuno di noi portava con sé e delle ottime performances della giornata precedente.

Sul nostro cammino incontriamo la Repubblica Ceca, il Marocco, la Svizzera, la Svezia, l’Olanda e, in finale, la Finlandia, dove a negarci la medaglia d’oro sara’ una singola bandierina.

Alla fine è un argento bellissimo, più bello di tutti gli ori individuali ottenuti fino a questo momento!

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Ormai sono passati diversi giorni dalla fine degli EIC, ma tra una pausa di lavoro e l’altra cedo ancora alla tentazione di guardare qualche video della gara a squadre, non con l’obiettivo di notare errori su cui lavorare al prossimo allenamento, né per ragionare su cosa (?) poteva essere fatto meglio, né per “godere” nuovamente per quella bandierina (chi era lì, capirà :P), ma principalmente per guardare le reazioni e i comportamenti dei compagni a bordo shiai-jo: e così ti accorgi di Andrea Setti (il coach!) che impassibile guarda gli shiai cercando di elaborare una strategia per l’incontro successivo, di Anna e Monia che fanno in modo che tutto fili liscio prima e dopo gli shiai, di Luca e Andrea Cauda che controllano se le correzioni suggerite in fase di riscaldamento siano state eseguite oppure no, di Irene che prende impeccabilmente appunti su risultati e formazioni, di Kevin, Davide, Vittorio, Mirco e Cosmin sempre pronti a dare una pacca o una parola di incoraggiamento prima e dopo un match, di Gege e Marta che dalle gradinate esultano per ogni bandierina.

Quando hai tutto questo sostegno è come se tirassi 17 contro 1. E a quel punto non c’è kasso teki che possa batterti.

…all’ultimo hantei della finale a squadre degli EIC 2022, per un momento, alla fine, gli occhi mi si sono riempiti di lacrime…

…non per quello che era successo dentro lo shiai-jo, ma per quello che sapevo ci aspettava fuori, quando le bandierine si abbassano e le spade lasciano spazio agli abbracci.

Grazie Squadra! 

Gabriele Gerbino

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