english version: EIC - Interview
Arbitri:
- Danielle Borra s. (Iaido 7th Dan Kyoshi, Kendo 5th Dan)
- Patrik Demuynck s. (Iaido 7th Dan Kyoshi, Jodo 6th Dan Renshi)
- Rene van Amersfoort s. (Iaido 7th Dan Kyoshi, Jodo 8th Dan Kyoshi, Kendo 5th Dan)
- Takao Momiyama s. (Iaido 7th Dan Kyoshi, Jodo 7th Dan Kyoshi, Kendo 5th Dan)
Q: Qual è stato il primo EIC a cui hai preso parte? Puoi parlarci delle sensazioni e impressioni avute allora?
Borra s.: Il primo EIC a cui ho partecipato come delegation leader è stato il 2001 in Belgio. Come arbitro credo sia stato invece quello di Bologna del 2005. Quest’ultimo è stato un evento molto coinvolgente per me che allora ero il Segretario generale CIK: lo stavamo organizzando noi ed era la prima volta per Jodo e Iaido in Italia inoltre la nostra capacità organizzativa era molto diversa da quella attuale; c’era una delegazione numerosa di Maestri Giapponesi fra cui anche il Maestro Ishido; anche la nostra esperienza come competitori era abbastanza limitata. Considerando quindi tutte le cose mi sentivo decisamente sotto pressione da molti punti di vista. Mi ricordo che alla fine della settimana ero stanchissima.
Demuynck s.: Nel 1993 ho partecipato al primo EIC a Sittard (NL).
Negli anni precedenti c’era stata una sorta di “riscaldamento” durante l’open Olandese ma ora finalmente avremmo potuto sperimentare l’evento vero e proprio!
Era stata invitata un’enorme delegazione giapponese e probabilmente il fatto più memorabile è stato l’incontro con O sensei (Ishido sensei senior) che era il capo della delegazione.
La partecipazione a questo tipo di grande evento internazionale era una novità per tutti noi e quindi la guida e il coaching dei sensei giapponesi è stata molto apprezzata per aiutare la comunità europea di iaido ad andare avanti e migliorare in questo tipo di eventi / organizzazioni.
Durante il taikai stesso, la giuria era composta da sensei giapponesi assistiti da alcuni insegnanti europei di alto grado (Vitals, Hopson, Cook,…).
Ma le finali sono state tutte giudicate dai sensei giapponesi.
Partecipare (come 4D) al primo Taikai europeo ha significato molto per me e per gli altri. Vivere il brivido di un combattimento (quasi) reale, fuori dalla zona di comfort del dojo, combattere un vero avversario mentre sedeva al tuo fianco … Ha dato allo iaido un’altra dimensione, rendendolo più reale, rendendolo vivo.
Continuo a pensare che sia un must per tutti gli iaidoka partecipare a questo tipo di eventi, essere giudicati, guardare gli altri concorrenti per capire veramente lo iaido e aumentare il livello di pratica.
van Amersfoort s.: Il mio primo EIC è stato il primo EIC in assoluto, nel 1993 a Sittard, nei Paesi Bassi. Mi piazzai al secondo posto nella categoria Yondan. La finale è stata contro Patrick Demuynck, il vincitore. Poiché l’EIC era a Sittard e io ero un membro – insieme a Louis Vitalis sensei e Richard Boel – del comitato tecnico di iaido e jodo all’interno del Nederlandse Kendo Renmei (NKR), questo fu un EIC parecchio impegnativo. Oltre a gareggiare, noi (Richard e io) abbiamo dovuto fare (insieme a Jolanda Dekker) molto lavoro dietro le quinte. Personalmente avevo già esperienza nelle competizioni in generale a causa del mio background di karate-do.
Il motivo per cui ho iniziato a praticare kendo, iaido e jodo è stato il contatto (in)diretto con il Giappone attraverso Louis Vitalis sensei e questo fu l’inizio di un percorso di ricerca profonda. Il motore trainante in Giappone dietro questo primo EIC fu sicuramente Ishido, Shizufumi sensei.
Impressione dell’EIC in generale: grandi match tra “i pionieri di seconda generazione” dell’attuale iaido in Europa. È stato un continuo imparare, imparare e imparare. Le informazioni sul Budo arrivate per mezzo della ZNKR e dei vari sensei giapponesi non si sono mai più fermati, ed è così che siamo stati in grado di svilupparci in Europa.
Momiyama s.: La mia prima esperienza è stata in Olanda, a Sittard, nel 1993.
Ero un 4 dan. Ho cominciato a seguire il gruppo di Ishido sensei da quando ho incontrato altri Iaidoka europei in Inghilterra nel 1985. Il mio Iaido è cresciuto con l’aiuto di tutti i sensei dal Giappone e tutti i senpai in Europa. Ero semplicemente felice di condividere e imparare qualcosa di più dagli EIC.

Q: Da quanti anni arbitri agli EIC?
Borra s.: Dal 2005 ho sempre arbitrato i Campionati europei
Demuynck s.: Ho cominciato ad arbitrare a partire dal 2000.
van Amersfoort s.: Se ricordo bene, ho iniziato ad arbitrare gli EIC quando ho smesso di gareggiare. Negli anni novanta e all’inizio del 2000 sono stato anche coach delle squadre di iaido e jodo dell’Olanda. Sono diventato 6dan jodo nel 1998 in Giappone – insieme a Louis Vitalis sensei – e nel 1999 a Brighton (UK) 6dan di iaido.
Al 6° EIC a Brighton, nel Regno Unito, nel 1999 mi piazzai 3° nella classe godan. E dopo superai con successo il mio esame da 6 ° dan. Quindi probabilmente la mia prima volta in cui ho arbitrato ufficialmente è stata al 7° EIC nel 2000 a Sittard, nei Paesi Bassi.
La mia più bella esperienza di arbitraggio di iaido è stata insieme a Ishido sensei e Cook sensei. Ishido sensei era sushin. Competitori: Alan Nash e Patrik Demuynck. Ishido sensei ha votato per Alan. Cook Sensei e io abbiamo votato per Patrik. In seguito ho ricevuto una profonda lezione di arbitraggio da Louis Vitalis sensei. Una lezione indimenticabile. Bisogna guardare l’intera immagine, non si tratta solo di contare e confrontare gli errori.
Quindi, riassumendo, quasi vent’anni di arbitraggio EIC.
Momiyama s.: Non ricordo con esattezza, probabilmente dal 1993 o 1994.

Q: Quanto reputi difficile il tuo ruolo?
Borra s.: Trovo il compito di arbitro molto difficile. Al campionato europeo arrivano persone molto preparate che fanno uno Iaido corretto e di alto livello. Spesso quando si arbitra una semifinale o una finale le differenze sono minime ed è difficile alzare una bandierina o l’altra. Bisogna veramente osservare l’incontro con la massima attenzione e con uno spirito aperto e privo di pregiudizi di alcun tipo. Come arbitro è necessario prepararsi, studiare ed allenarsi ad arbitrare ma anche praticare molto perché abbiamo una grande responsabilità e dobbiamo aggiornarci continuamente. Purtroppo non sempre il ruolo di arbitro viene interpretato in questo modo. Sarebbe importante poter fare degli stage di arbitraggio con Maestri giapponesi oltre alle due ore previste durante il Campionato Europeo. Mi ricordo per esempio di aver fatto anni fa uno stage con il Maestro Ishido in Europa, in una simulazione di gara lui ci aveva chiesto di valutare gli errori dei due competitori, io ne avevo visti 9 lui 42…… Confrontarsi in questo modo con persone che hanno una profondità di pratica e una conoscenza dello Iaido irraggiungibile per noi non può che aiutarci a crescere.
Demuynck: Fare l’arbitro è molto difficile. Bisogna essere in grado di giudicare immediatamente i partecipanti e la cosa più importante è sapere perché dai la vittoria o la sconfitta. Persone provenienti da tutta Europa vengono a partecipare all’EIC e non c’è altra scelta da prendere se non quella giusta e fondata. Ciò significa che, come arbitro, bisogna continuare ad allenarsi, studiare e aggiornarsi.
Per questo penso che sia necessario un seminario annuale per arbitri per selezionare arbitri competenti (come nel Kendo)!
Perché il livello dei partecipanti aumenta di anno in anno!
van Amersfoort s.: Arbitrare è difficile, molto difficile. Devi essere altamente concentrato. Ed essere in forma, per essere in grado di mantenere una corretta posizione del corpo durante tutto l’EIC. Devi conoscere le regole e i regolamenti. Devi avere una voce forte e una buona pronuncia per dare agli altri arbitri comandi chiari e trasparenti in modo tale da attivare i giocatori anche con il tuo spirito. Devi essere imparziale. Non devi cedere alle tue preferenze. Devi avere un occhio attento per mantenere la tua precisione. Devi lavorare in squadra con i tuoi colleghi arbitri. Devi anche istruire gli altri arbitri (più giovani) sul posto. Non è sempre un lavoro facile, ma se prendi sul serio l’arbitraggio, devi agire ogni volta che è necessario per migliorare l’arbitraggio in generale. Essere impeccabili in tutto l’EIC. Se ti rilassi troppo, perderai l’opportunità di implementare determinate cose sul posto. Tu sei un esempio. Se non fai del tuo meglio, verrà notato dal pubblico. Imparziale. Corretto. Esempio. Ecc. Ecco perché è difficile. Non puoi mai rilassarti. Per me durante l’arbitraggio a un EIC il detto giapponese JI RI ITCHI prende vita: Teoria e Pratica sono una cosa sola!
Momiyama s.: Fino al 2005-2007, il mio periodo di preparazione, ho avuto difficoltà a prendere una decisione abbastanza velocemente quando ero seduto come arbitro. Per riuscire a far attenzione all’azione di 2 competitori allo stesso tempo sono necessari molti anni di esperienza agli eventi EIC.

Q: Nel corso di questi anni da arbitro, hai potuto percepire un’evoluzione dello Iaido europeo?
Borra s.: Lo Iaido europeo è molto cresciuto in questi anni. Seguo i campionati Europei dal 2001 e il livello è cambiato tantissimo. Siamo tutti cresciuti molto in tutti i Paesi e abbiamo avuto la fortuna di poter fare molti stage con Maestri Giapponesi ogni anno. Oggi si vedono 4° e 5° dan che sono impressionanti per le loro capacità di esprimere uno iaido corretto, preciso, con un forte Kihaku e un controllo complessivo che non si vedeva anni fa.
Demuynck s.: Sì, nello Iaido c’è stata un’enorme evoluzione. Il livello dello iaido è aumentato enormemente in questi ultimi 25 anni. E questo vale per tutte le parti coinvolte: federazioni organizzatrici, partecipanti e arbitri.
van Amersfoort s.: Una grande evoluzione. Sempre più paesi si sono uniti all’EKF e agli EIC. All’inizio era principalmente una battaglia tra i paesi in cui lo iaido più o meno iniziò. Nel corso degli anni altri paesi europei si sono rafforzati e la situazione degli EIC è cambiata molto rapidamente dopo, credo, il 2005. E questa evoluzione è ancora in corso. Grazie a tutti coloro che fanno parte dell’EKF che fanno in modo che questo sviluppo sia continuo, allenandosi correttamente come abbiamo imparato dai nostri predecessori.
Momiyama s.: Sì molto. La conoscenza dello ZNKR Iaido e dei diversi Ryuha di Koryu è in aumento e la variazione dei metodi di insegnamento di molti insegnanti ha reso possibile che la qualità tecnica sia diventata molto elevata negli ultimi 6-7 anni.

Q: Quanto reputi importante gli EIC per lo laido europeo? Perché?
Borra s.: Credo che sia importante incontrarsi ogni anno e confrontarsi con i Maestri, con gli altri arbitri e con gli atleti. Spesso nello Iaido si vedono persone che si isolano nella propria palestra continuando a praticare sempre con lo stesso gruppo e senza avere scambi con l’esterno. Lo Iaido è una pratica individuale e quindi è facile che ci si possa isolare ma questo nel medio periodo porta ad un’involuzione del proprio Iaido, abbiamo avuto modo di vederlo in molte occasioni. Partecipare invece ai campionati europei è aprire una finestra su un mondo diverso da quello a cui siamo abituati nella nostra palestra. Confrontarsi e vedere gli altri praticare iaido ci permette di attivare un’apertura mentale difficilmente realizzabile in altro modo. Credo che L’EIC sia stato uno strumento di crescita per tutti noi e speriamo di poterlo riprendere presto.
Demuynck s.: Il livello sta crescendo in Europa, questo è certo! E l’organizzazione degli EIC è sicuramente importante per la comunità europea di iaido per continuare a crescere.
C’è la tensione delle gare e c’è il raduno dei partecipanti. E c’è anche il continuo aggiornamento delle tecniche di iaido portateci dalla delegazione giapponese.
EIC: un grande incontro europeo con persone appassionate di iaido …
Spero davvero che potremo riprendere questo percorso il prossimo anno.
van Amersfoort s.: Facile: molto importante! Il Budo moderno ha bisogno della competizione. In realtà nell’antichità, dentro o fuori il Giappone si e’ sempre trovato un certo modo per competere. Gli esseri umani devono competere per poter migliorare e diventare migliori di ieri. Senza l’EIC e, naturalmente, tutte le altre competizioni nazionali, lo iaido non sarebbe così ben sviluppato e organizzato come lo è oggi.
Momiyama s.: È molto importante. Lo scambio reciproco delle conoscenze per lo studio dello Iaido agli EIC non può essere ottenuto tramite Internet o in qualche altro modo.
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