Il 5° seminario di iaido dedicato alle donne ha raggiunto il 5° anno.

Quest’anno l’ho seguito da lontano purtroppo ma è stato ugualmente emozionante.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo seminario: Kinomoto Sensei che ci ha aiutate da lontano, Takizawa Sensei per la sua disponibilità e per tutto quello che ha insegnato in questi giorni, Kanto Sensei che si è presa carico, come sempre, di molte cose organizzative prima, durante e dopo,  l’EKF che ci supporta ogni anno, la Federazione tedesca che ha ospitato il seminario e reagito magnificamente ad ogni intoppo verificatosi strada facendo, Angela von der Geest Sensei che ha reso possible il seminario quest’anno e a tutto lo staff di Hamburg. Avete fatto uno splendido lavoro.

5th Women in Iaido Seminar in Hamburg, Germany

The fifth Women in Iaido seminar took place in Hamburg, Germany. On Saturday 8th of March, which was also International Women’s Day, 63 ladies from 11 European countries trained under the direction of Takizawa Sensei, Iaido kyoshi nanadan. Unfortunately, due to personal circumstances, Kinomoto Sensei, Iaido kyoshi hachidan, had to give up the leadership of this seminar. In addition to practicing many kihon exercises, questions from the participants were also dealt with. For example, Takizawa Sensei was asked how she is preparing for her 8th dan exam. However, physical, sexual and psychological violence and how to avoid it in Iaido were also discussed. It was a wonderful seminar and the participants were able to take away a lot for themselves. Takizawa Sensei was wonderfully clear and open in her explanations and she was excellently supported by Ordynsky Sensei (Iaido kyoshi nanadan), Sasamura Sensei (Iaido kyoshi nanadan) and Kanto (Yuki) Sensei (Iaido renshi nanadan), who was the perfect voice of Takizawa Sensei. Borra Sensei was unfortunately missing, but her presence could be felt.

On Sunday, 9 March, there were 74 people, including some men. In addition to the female Nanadan of Saturday van Amersfoord Sensei (Iaido kyoshi nanadan), Nihei Sensei (Iaido kyoshi nanadan) and Müller Sensei (Iaido kyoshi nanadan) also supported the keiko under the guidance of Takizawa Sensei. Topics that instructors in particular need to know when training women were discussed. Afterwards, the focus was on the practice of kihon and ZNKR kata. It was highly interesting that many participants who had already been there on Saturday had noticed that the atmosphere had changed due to the presence of men. Please do not misunderstand this. The atmosphere was simply different.

A big thank you goes to the EKF, which also supported this fifth women’s seminar, the German Iaido Federation and especially to the organisation team of the AMTV Hamburg.

Angela von der Geest

Women in iaido, quinto appuntamento

Come ogni anno ci predisponiamo a 2 giorni di piacevoli incontri, iaido dedicato a noi e relax.

Quest’anno Amburgo, Germania del nord.

Kinomoto sensei ha dato forfait anche quest’anno per problemi familiari, al suo posto Takizawa sensei 7 dan kyoshi.

Non l’avevo mai incontrata di persona, visti alcuni video di splendidi embu, le aspettative erano piuttosto alte.

Il seminario è iniziato sabato alle 9.30, dopo pochissimo eravamo tutte decisamente colpite, affascinate e molto molto invidiose della postura, della centralità e dell’atteggiamento di Takizawa sensei.

Abbiamo iniziato con Takizawa sensei che ha risposto ad alcune delle domande che erano state inviate, ha dimostrato come vestirsi in modo corretto e ha rimandato la risposta ad alcune domande al momento in cui avessimo iniziato a praticare.

E questo è stato il punto che forse mi ha più di altri piacevolmente colpito.

A mio parere c’è stato, da parte di Takizawa sensei, il tentativo di trovare un equilibrio tra l’esigenza occidentale di avere spiegazioni verbali e razionali su qualunque aspetto della pratica, e il metodo orientale secondo cui alcune cose vanno non capite razionalmente ma ‘comprese’ profondamente, al di là della razionalità, si comprendono osservando, imitando, finchè ci se ne appropria e a quel punto diventa parte di noi, altrimenti sarà scimmiottamento non vera realizzazione.

Emblematica è stata la risposta alla richiesta di spiegazione relativamente al ki ken tai icchi.

La sensei non ha spiegato, ha dimostrato.

Capisco che per i numerosi livelli bassi presenti può essere stato incomprensibile, ma sarebbe cambiato qualcosa se avesse spiegato a voce cosa si intende?

A mio parere è stato il tentativo da parte sua di rendere evidente quanto taciuto: ki ken tai, come altre cose, deve essere capito, introitato, per raggiungerlo serve tempo, impegno, dedizione, quando lo avrai capito non ci sarà bisogno di parole, perché sarà tuo definitivamente. Non ci sono scorciatoie nello iaido, devi arrivare a comprendere con la mente e con il corpo, e puoi farlo solo praticando.

Un’altra cosa che ho molto apprezzato è stata la sua affermazione che, fermo restando che vanno rispettate le regole di base nell’impugnatura della spada, nel modo in cui viene indossata, nei movimenti che eseguiamo, ognuna di noi ha un corpo diverso; quindi, dobbiamo trovare le nostre corrette posizioni.

La tsuba dovrà essere al centro quando indossiamo la spada, ma la distanza dal nostro corpo dipende dalla nostra struttura, e così via.

Abbiamo praticato pochi kata ma molti kyon interessanti, ci ha spinto a concentrarci sui gesti più importanti di ciascun kata, senza farci distrarre da altro e concedendoci solo 3 tentativi per ciascun esercizio, così da mantenere la concentrazione e realizzare il massimo al terzo tentativo.

Un bellissimo seminario, quest’anno è stato dato spazio al problema della violenza nei centri di pratica, con una testimonianza particolarmente toccante, non dimentichiamocene, e soprattutto, abbiamo sempre il coraggio di reagire e denunciare, per noi e per chi non ha voce.

Marilena Cioni

8 donne in una stanza ad Amburgo

Introduzione (Gabriella)

8 donne italiane provenienti da città diverse, una stanza dove accamparsi, arrampicarsi su letti a castello e seguire turni precisi per non intralciare la tabella di marcia, e un Amburgo che le ha accolte con il sole e un cielo primaverile.

Che cosa può esserci di così interessante e attraente in una città nordica per far affrontare un’avventura di questo tipo?

Una profonda passione che accomuna queste 8 donne, lo iaido, e nello specifico, un evento come il seminario rivolto alle donne con la Takizawa Tomomi Sensei.

Il seminario (Patrizia)

E’ la prima volta che partecipo all’evento Women in Iaido, anche se mi pare sia già alla 5° edizione, e, nel varcare la soglia della palestra, ero ‘elettrizzata’. 

Un’accoglienza amichevole da parte dell’organizzazione, attenta alle esigenze di tutte con caffè, the e biscottini a disposizione delle presenti.

In un attimo siamo pronte ed allineate per il saluto e, dopo alcuni brevi interventi di saluto e presentazione, si parte.

Si vede subito che siamo solo donne, perchè in un attimo siamo perfettamente divise in 5 file, ordinate ed equamente distribuite! (Nel 2° giorno, con alcuni uomini fra i partecipanti ci abbiamo messo un po’ di più …)

Tanto, tanto kihon, su tagli a una e due mani, su iaigoshi, sulla postura, su kikentai, …

Esercizi molto interessanti, legati ad una precisa sequenza, da ripetere solo 3 volte: Takizawa Tomomi Sensei sostiene che non è il caso di accanirsi in troppe ripetizioni degli esercizi propedeutici alla pratica perché, dopo un po’, si perde precisione ed attenzione. 3 ripetizioni sono il numero perfetto.

E poi gli esercizi a coppie per mantenere la corretta distanza e postura, avanti e indietro per tutta la lunghezza della palestra. E l’esecuzione di  parte dei kata con tagli ad una mano, anch’essi sviluppati su tutta la palestra. Una bella fatica!

Il tutto senza troppe parole, ma mostrando gli errori più comuni e la giusta esecuzione sia degli esercizi che dei kata.Qualche parola in più è stata spesa nel rispondere alle domande che le partecipanti hanno presentato in anticipo. Domande e riflessioni che vanno da temi squisitamente tecnici, a temi sociali di violenza e/o prevaricazione sessuale, da consigli sulla vestizione e sul come ‘adattare’ (non stravolgere) lo iaido alla fisicità femminile.

Di particolare interesse per me è stata la spiegazione su metsuke, ossia su come affrontare con lo sguardo l’avversario nell’esecuzione di un kata.

Takizawa Tomomi Sensei ha fatto una distinzione fra lo sguardo ampio che si deve avere prima di iniziare il kata – sguardo che permette di controllare l’ambiente, vedere con chiarezza la situazione, lo scenario e i propri avversari, senza dare alcun segnale – e lo sguardo più focalizzato che deve essere preso quando si impugna la spada e si decide quale avversario attaccare.

Ma questo è solo l’aspetto esteriore, perché gli occhi con cui guardare non sono solo gli occhi fisici, ma quelli interiori… qualcosa che suonava come Ken Kan no Metsuke… e qui ho capito che c’è ancora tanta strada da fare…

Sono stati 2 giorni intensi e faticosi, ma in un ambiente piacevole e rilassato, un’esperienza interessante e molto formativa.

Non mi perderò di sicuro il prossimo seminario Women in Iaido!

Citazione conclusiva (Paola)

Otto donne ad Amburgo

Veloce è la spada

Di più il bicchiere

Risposte della Sensei Takizawa

Come ogni anno durante il seminario la Sensei ha risposto a domande formulate dalle partecipanti al seminario.
Vorrei focalizzarmi solo su alcune delle risposte che sono state date.

Iaigoshi: la sensei ha cominciato con il ricordare che iaigoshi è diverso a seconda delle circostanze: per esempio, alla fine di Mae o alla fine di Morotetsuki. Ha descritto iaigoshi come una posizione di anche-ginocchia in cui siamo liberi di muoverci in qualsiasi direzione; quindi con le articolazione delle game e del bacino che sono morbide, le ginocchia lievemente flesse. Come punto di controllo, se siamo in iaigoshi corretto, a piedi uniti, l’orlo frontale dell’hakama cade davanti alla punta dei piedi, anziché davanti al collo dei piedi, come accade invece nella posizione naturale. Eserzizio: saltellare lievemente con i piedi uniti e fermarsi dopo alcuni saltelli – la posizione in cui “atterriamo” è iaigoshi. L’eserzizio si può ripetere anche con il destro avanti o con il sinistro avanti.
Takizawa sensei ha insistito anche sulla postura del busto, che va aperto non a partire dalle spalle ma dall’apertura dell’addome, con esercizi specifici.

Problemi con l’estrazione della spada: Oltre al corretto kitsuke e alle indicazioni riportate sopra per il sayabiki, Takizawa sensei ha mostrato ripetutamente che la corretta estrazione elimina automaticamente i problemi specifici che le donne possono incontrare nella pratica. La cosa importante, come per sayabiki, è l’uso della mano sinistra che, spostando opportunamente il koiguchi, determina sia l’hasuji del taglio sia l’altezza a cui arriva la mano destra nell’estrazione. Unito a una corretta postura, questo dovrebbe evitare che la lama tocchi il seno nell’estrazione.
La sensei ha analizzato il movimento di tsuki che si effettua in Tsukaate e in Shihogiri: nelle nuove indicazioni, con la lama tenuta all’altezza del suigetsu, ci potrebbero essere problemi per una donna. Data la minore distanza che normalmente abbiamo tra il suigetsu e la posizione dell’obi, risulta piuttosto facile che la tsuba vada ad urtare contro la mano sinistra che esegue chibori, che può causare un urto anche pericoloso. Per evitare questo rischio lei consiglia di eseguire lo tsuki secondo le indicazioni precedenti (con il mune all’altezza del petto), che sono ancora valide.

Come sta preparando l’esame per hachidan? Takizawa sensei ha spiegato che il punto di partenza sono le indicazioni contenute nelle Linee guida per gli esami della International Kendo Federation nell’articolo 16, punto 4:
“Il punto principale dall’8^ dan riguarda se il candidato ha raggiunto o meno il livello più alto di Jiri (Ji – tecnica, Ri – teoria) chiamato Jiri-Itchi (integrazione totale di Ji e Ri). Il candidato verrà valutato sulla sua abilità di mostrare una comprensione profonda di Jiri-Itchi, oltre ai punti elencati per i gradi fino al 7 dan.” (mia traduzione dall’inglese) ( L’Art. 16 è elencato tra i punti per gli esami di kendo, ma Takizawa sensei ha osservato che gli elementi contenuti in questo articolo valgono invariati anche per gli esami di iaido e di jodo)
In sostanza, commenta la sensei, una pratica vicina alla perfezione, una conoscenza profonda e matura, accompagnata da armonia nell’esecuzione.
Il documento elenca poi i Chakuganten che in qualche modo descrivono questi concetti profondi contenuti nell’Art. 16, nell’Art. 20, punto 3, in cui, oltre a quanto richiesto per i gradi inferiori all’ottavo, si indicano due ulteriori punti:
(1) Comprensione del Riai (il candidato deve riuscire a eseguire i waza e a muoversi in modo razionale e determinato);
(2) Fukaku e Hinkaku (dimostrare con il proprio stile solennità ed eleganza).
La sensei, alla luce di questi elementi, lavora sulla propria personalità, cercando di migliorare le proprie qualità come persona. Sa che deve lavorare su Fukaku (profondità della pratica, stile).
Takizawa sensei sa che i numeri dei promossi all’esami di 8dan sono molto bassi, e quindi sa che deve mostrare una pratica migliore di tutti gli altri candidati. Per riuscire a questo, come in tutti quanti gli esami, d’altra parte, bisogna essere sicuri di sé, e questa sicurezza si acquisisce attraverso una pratica seria e costante.

Anna Rosolini

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