Home Blog Page 103

Lo Iaido L’arte di tagliare l’ego con la spada

0
recensioni-arte di tagliare con la spada

Michel Coquet Lo Iaido L’arte di tagliare l’ego con la spada, ed. Mediterranee, Roma 2019.

libro-l'arte di tagliare l'ego con la spada. Michel Coquet
l’arte di tagliare l’ego con la spada. Michel Coquet

Questo libro mi è stato regalato da Vieri Maria Manetti, che ne ha curato la traduzione, praticante di Iaido di Roma.

Ho letto questo libro durante il mio penultimo viaggio in Giappone, viaggio che mi portava ad affrontare l’esame da 7° dan di Iaido.

È una lettura decisamente interessante, non tratta di tecniche di Iaido come si potrebbe pensare dal titolo, ma è un libro che fa avvicinare il lettore alla pratica in una maniera un po’ diversa. Racconta l’esperienza dell’autore durante un anno di pratica presso un Maestro di spada in Giappone. Il vissuto della cultura giapponese e la filosofia di vita del Maestro Takeuchi (nome inventato secondo il volere del Maestro stesso) sono una guida alla parte più spirituale della pratica.

Credo che possa essere una lettura molto istruttiva per ogni praticante di Iaido di qualsiasi livello ma non solo. Tutti i praticanti di budo in generale possono trovare molte risposte e stimoli in questo libro per continuare a praticare seguendo una filosofia molto distante da quella occidentale e volendo anche da quella giapponese moderna. Una filosofia che affonda le radici nella storia Giapponese ma anche nella storia del Buddismo e con una forte influenza Shintoista. Una visione d’insieme applicabile ad ogni disciplina marziale e non solo focalizzata e catturata da questa o quella scuola, ma più a 360 gradi e più legata agli aspetti spirituali e al raggiungimento della consapevolezza.

Ringrazio molto Manetti per il regalo che mi ha fatto, credo che sia un libro da leggere e rileggere poiché a seconda della situazione o dello strato d’animo si presta ad interpretazioni diverse, anche perché la via non è sempre uguale e la nostra capacità di comprensione neppure.

L’autore stesso è consapevole, e lo dice chiaramente nel libro, che se lo stesso insegnamento lo ricevesse adesso che ha 72 anni lo capirebbe e lo scriverebbe in modo completamente diverso.

Buona lettura.

EIC – interviews

0
eic-torino
Versione italiana: EIC - Interviste

The months of October and November have been hot months for the European iaido for years now: in fact, it is between these months that the European Iaido Championships (EIC) take place, where in addition to taikai, both individual and team, also the seminar with the ZNKR delegation, the refereeing seminar with the aforementioned delegation and the exams from I to VII Dan take place as well. Whether you participate as a competitor, referee or examiner, the EICs represent an important event in the agendas of European iaidoka, for which we often prepare for several months ahead.

Personally, since I started practicing iaido, EIC has always played an important role for me: during the early days they were a way to finally find fresh material on YouTube 😛 then the goal of being selected to take part in the Italian team became a further stimulus to train more and better; finally, having been lucky enough to be selected twice, the desire not to disappoint the senseis and to express my iaido in the best possible way pushed me once again to commit myself a lot in the dojo.

Unlike how it normally should happen, when in these days many of us would be united by feelings of expectation for the upcoming event, today unfortunately we are united by the regret of not being able to practice together.

It is for this reason that we decided to do some mini-interviews with those who have experienced the EICs, and are experiencing them, as a protagonist! Divided into 3 groups, referees, historical champions and modern champions, they answered some questions making us retrace the history of the EIC through their experiences 🙂

Attending such an event arouses a whirlwind of emotions, but what I have felt most and constantly, especially on the way back from the EICs, is gratitude. I feel the same gratitude today towards the European senseis and friends who have found the time to answer some questions with the aim of making us feel, at least in part, a little less sadness for the cancellation of the EIC 2020 and at the same time remember us all how beautiful and important it is to practice together, hoping to be able to do it again as soon as possible 🙂

click below to read the interviews

EIC: interviste a maestri e competitors

0
eic-torino
english version: EIC - Interview

I mesi di Ottobre e Novembre sono, da anni, mesi caldi per lo iaido europeo: infatti, è a cavallo di questi mesi che si svolgono i Campionati Europei di Iaido (EIC), dove oltre ai taikai, sia individuale che a squadre, si svolgono anche il seminario con la delegazione ZNKR, il seminario arbitrale con la suddetta delegazione e gli esami da I a VII Dan. Che vi si partecipi da competitore, da arbitro o da esaminando, gli EIC rappresentano un importante evento nelle agende degli iaidoka europei, per il quale ci si prepara spesso per diversi mesi precedenti.

Personalmente, da quando ho iniziato a praticare iaido, gli EIC hanno sempre rivestito un ruolo importante per me: i primi tempi erano un modo per trovare finalmente del materiale fresco su YouTube: poi l’obiettivo di essere selezionato per prendere parte alla squadra Italiana è diventato un ulteriore stimolo ad allenarmi sempre più e meglio; infine, avendo avuto la fortuna di essere selezionato per 2 volte, la voglia di non deludere i Maestri e di esprimere al meglio il mio iaido mi spingeva ancora una volta ad impegnarmi molto in dojo durante i mesi precedenti. 

A differenza di come normalmente dovrebbe succedere, quando in questi giorni molti di noi sarebbero accomunati da sentimenti di aspettativa per l’evento alle porte, oggi purtroppo siamo accomunati dal rammarico di non poter essere insieme a praticare. 

E’ per questo motivo che abbiamo deciso di fare delle mini-interviste a chi gli EIC li ha vissuti, e li sta vivendo, da protagonista! Divisi in 3 gruppi, arbitri, campioni storici e campioni moderni, hanno risposto ad alcune domande facendoci ripercorrere la storia degli EIC attraverso le loro esperienze 🙂

Partecipare ad un evento simile suscita un turbinio di emozioni, ma quella che ho provato maggiormente e costantemente, specie sulla via di ritorno dagli EIC, è la gratitudine. La stessa gratitudine la provo oggi verso i Maestri e i compagni europei che hanno trovato il tempo di rispondere ad alcune domande con l’obiettivo di farci provare, almeno in parte, un po’ meno tristezza per la cancellazione degli EIC 2020 ed al tempo stesso ricordarci quant’è bello e importante praticare insieme, sperando di poter tornare a farlo il più’ presto possibile 🙂

clicca qui sotto per leggere le interviste

Esami ed anni di pratica

1
Claudio Zanoni

E’ una serata decisamente autunnale qui a 1800 metri nella mia baita, sono appena sceso dal rifugio dopo una mangiata pantagruelica di polenta e formaggio, in tema con la giornata nebbiosa e molto umida.

Mentre cammino per tornare giù alla baita rifletto sullo iaido, su cosa significa per me e cosa significa per molti altri.

Una delle cose che mi vengono in mente sono i vari discorsi prima degli esami, molto spesso mi sento dire “tra un po’ ho l’esame devo prepararlo”, oppure tra un anno ho l’esame da 5° dan e devo iniziare a prepararlo.

Lì per lì non ci faccio molto caso, poi però, se ci penso più attentamente, rimango sempre esterrefatto.

Io, come molti sanno, sono esagerato nella mia ricerca di crescita nello iaido  ma credo che, non essendo un talento naturale, per me sia necessario, come dice il mio Maestro, tanto lavoro duro. Non fa parte del mio modo di pensare  preparare un esame da 4° o 5° un anno prima o sei mesi prima. Esistono dei tempi tra un grado e l’altro che sono necessari per apprendere e se non li usiamo tutti stiamo sprecando del tempo prezioso.

Facendo un po’ di calcoli diciamo che in un anno siamo primi dan, in due secondi dan, dopo altri due possiamo provare il terzo, dopo tre il quarto e dopo quattro il quinto. Se facciamo la somma abbiamo 1+1+2+3+4= 11, quindi diciamo che se tutto fila liscio in 11 anni sono 5° Dan, se tutto fila liscio,  se non mi hanno mai bocciato ecc. ecc.

Già è un traguardo del tutto ragguardevole arrivare a 5° dan in 11 anni, non è proprio cosa da tutti.

Adesso proviamo a fare altri due conti per provare il 6° devono passare 5 anni e poi per il 7° altri 6 quindi se facciamo i conti abbiamo 5+6= 11 esattamente lo stesso risultato.

Cosa significa questo?  Che se non usiamo in modo corretto gli anni tra un esame e l’altro non avremo la necessaria preparazione, non avremo la profondità di pratica necessaria per affrontare un esame da 6° o da 7°. 

Ecco perché quando mi sento dire, tra un anno devo fare l’esame  mi irrito immancabilmente, perché abbiamo perso inutilmente tempo. 

Dopo il mio 6° dan mi sono preso due mesi di “vacanza” ho fatto l’esame a Giugno e fino a Settembre sono stato in relax, ma da settembre il mio obbiettivo è sempre stato l’esame da 7° cercando di allenarmi il più possibile, partecipando a più stage possibili ed andando una o due volte l’anno in Giappone. Come già detto io sono esagerato, ma perché perdere del tempo prezioso? 

Avete due anni per preparare il 3° dan? Usateli, tre per il 4°? Usateli, ma usateli tutti.

I giapponesi lasciano poche cose al caso, e se hanno deciso che servono un certo numero di anni per poter affrontare l’esame successivo, un motivo c’è sicuramente, e chi pensa sia solo una questione numerica si sbaglia di grosso.

Mancano 9 anni al mio esame da 8° secondo voi sono molti? secondo voi posso far vacanza per 6 o 7 anni e poi andare dal Maestro Ishido e dirgli, il prossimo anno devo dare l’8° mi prepara?

 Io non penso funzioni così, ma si sa io sono esagerato.