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Procediamo nel ripercorrere la storia europea dello Iaido e del Budo attraverso la voce e i ricordi personali di quei Sensei che l’hanno vissuta e realizzata. Siamo orgogliosi di poter offrire oggi una nuova chiacchierata amichevole, appassionante e coinvolgente con un’altra figura di eccellenza come Louis Vitalis Sensei, un triplo settimo dan che ha contribuito a rendere grande l’Europa di fronte alla comunità internazionale del Budo.

Vitalis Sensei, è un piacere essere con lei, poter trascorrere un po’ di tempo discutendo sulle arti marziali e permettendoci di condividere con i nostri lettori la storia di un’altra grande figura chiave nel Budo. La sua biografia è densa e fondata sulle arti marziali fin da giovanissimo, ma partiamo dall’inizio della sua storia: quando e dove è nato?

Sono nato il 9 agosto 1959 ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.

Ho letto che è stato introdotto alle arti marziali abbastanza presto nella sua vita: ci vuole raccontare dei suoi esordi, quali gradi abbia raggiunto, incluse altre discipline, nel caso? Quando ha compreso che le arti marziali fossero una parte essenziale della sua vita tanto da diventare un impegno completo?

Ho iniziato a praticare Judo e Jujistu quando avevo 12 anni, nel 1971. Erano arti marziali molto popolari nei Paesi Bassi, grazie ad Anton Geesink, il primo atleta europeo a battere i grandi Judoka giapponesi alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Ho acquistato il mio primo Shinai nel 1975, ma ha trovato un Kendo Club ad Amsterdam solo nel marzo 1976. Ricordiamoci che a quei tempi non esisteva Google! Ho continuato il Judo fino a diventare Ikkyu, poi mi sono concentrato sul Kendo e sullo Iaido e poi sul Jodo. Il mio primo insegnante di Kendo fu Willem Alexander, all’epoca un Kendo Ikkyu.

Louis Vitalis Sensei
Louis and his first Kendo teacher Willem Alexander

Jock Hopson ed io abbiamo superato insieme il nostro esame per il 7° Dan di Iaido in Giappone nel 1998. Ho passato l’esame per il 7° Dan di Kendo nel 2000 e quello per il 7° Dan di Jodo nel 2005, entrambi in Giappone. Con il vecchio sistema potevo semplicemente fare domanda per il grado Kyoshi già due anni dopo aver superato il 7° Dan Kendo e Iaido. Ho ottenuto il grado Kyoshi di Jodo nel Regno Unito insieme a Jock. Subito dopo aver iniziato a praticare Kendo, avevo già capito che sarebbe stato il mio hobby per tutta la vita. Ricordo che calcolavo quanti anni avrei avuto per raggiungere il 7° Dan, subito dopo aver superato il grado Shodan di Kendo e Iaido nel 1977 😊.

Sono sicuro che ogni principiante faccia lo stesso calcolo quando sente per la prima volta come la progressione di grado sia collegata agli anni, ma sicuramente i suoi tempi da principiante erano diversi rispetto a oggi. Com’era lo scenario dello Iaido quando ha iniziato?

La prima lezione di Iaido in Europa, per quanto ne so, è stata di Nakakura Kiyoshi Sensei che insegnava le prime cinque forme di Omori Ryu al Seminario Europeo di Kendo, nell’aprile 1976. Mi sono unito a queste lezioni usando uno Iaito (imitazione di una spada vera) fabbricato in Spagna. Questo è stato il mio primo incontro con lo Iaido. A quei tempi non esisteva uno Iaido al di fuori di quello praticato nel dojo di Kendo, quindi praticavo lo Iaido da solo nel dojo, prima che iniziasse l’allenamento di Kendo.

Louis Vitalis Sensei
My first Iaido Enbu, 1977

Quindi mi pare di capire che da quella lezione iniziale sia scaturita una passione che la abbia spinto a uno impegno personale verso il miglioramento: cosa significa quindi per lei lo Iaido, cosa le offre e come si integra nella sua esperienza di budo con altre arti marziali?

La mia principale arte marziale è il Kendo; Iaido e Jodo sono sempre stati a sostegno della mia ricerca per diventare un Kendoka più completo. Ovviamente è possibile praticare solo una delle tre discipline, ma se si volesse essere Budoka completi, è meglio impararle tutte e tre. Nel Kendo si impara a combattere effettivamente un avversario, sebbene sia all’interno delle regole della ZNKR. Tuttavia, nel Kendo  si imparano solo Kendo Kata, per lo più eseguiti con un Bokuto, quindi in pratica non si  impara mai cosa fare quando la spada sia ancora nella Saya. Per imparare questo, si deve imparare lo Iaido. 

Questo offre una prospettiva completamente nuova alla gestione della spada e fa anche pensare a come agire in presenza di più di un avversario. Il principale svantaggio dello Iaido è che è tutto “nella propria testa”, quindi a meno che uno non impari il Kendo, non imparerà mai cosa voglia dire affrontare davvero un avversario che è desideroso di provare a colpirti, anzi si starebbe solo cercando di colpire l’avversario. Questa sensazione di “Shinken Shobu” (vero combattimento con la spada) non può essere percepita in un Budo basato solo su Kata. La maggior parte degli studenti di Iaido di Ishido Sensei non ha mai affrontato il Maestro in un combattimento di Kendo, quindi non ha idea di quanto sia forte. Ho combattuto regolarmente con lui nel suo dojo per quasi quattro anni, quando mi stavo preparando per il 7° Dan di Kendo, e a volte i nostri combattimenti diventavano davvero così intensi che la moglie del Sensei scendeva dal soggiorno nel dojo per assicurarsi che non ci stessimo facendo seriamente male a vicenda 😊.

Ha già nominato alcuni Sensei da cui ha imparato le discipline della spada, ma proviamo ad entrare più nel dettaglio: chi sono i suoi Sensei, quale ryu insegnano, e come è  entrato inizialmente in contatto con loro?

I miei Sensei di Kendo sono Edo Kokichi e Iijima Akira, mentre il mio Sensei di Iaido e Jodo è Ishido Shizufumi. 

Ho incontrato Edo Sensei nel 1977 durante il mio primo viaggio in Giappone, e da allora è stato il mio principale insegnante di Kendo. Poiché Edo Sensei insegnava Kendo ad Amsterdam poco prima che iniziassi a praticare Kendo, quando lo incontrati la prima volta aveva già stabilito un rapporto con il Kendo olandese. Ho incontrato invece Iijima Sensei (uno studente dello stesso Edo Sensei) nel 1979, durante il mio secondo viaggio in Giappone e da allora Iijima Sensei è stato molto influente nello sviluppo del Kendo olandese. Non è solo il mio insegnante di Kendo, lo considero anche come il mio fratello maggiore. 

Sono stato invece presentato a Ishido Sensei a causa della mia lunga amicizia con Jock Hopson, dalla metà degli anni settanta. Nel 1983 Jock mi invitò ad assistere al seminario di Iaido e Jodo della British Kendo Association (BKA), per il quale Hiroi Sensei venne in qualità di insegnante principale di Jodo. Poiché avevo imparato Jodo da Edo Sensei durante il mio anno a Kanazawa (1981-1982) e poiché sapevo parlare giapponese, da allora sono stato l’assistente di Hiroi Sensei durante i suoi seminari in Europa. 

Ishido Sensei mi ha insegnato Muso Shinden Ryu e Muso Shinden Jushin Ryu Iaido. Edo Sensei, Ishido Sensei e Hiroi Sensei mi hanno insegnato Shindo Muso Ryu Jodo.

Impressionante, in pochissimo tempo ci ha illustrato un’intera vita trascorsa nell’apprendimento del Budo. Posso chiederle di raccontarci qualcosa in più sul suo rapporto con i suoi Sensei? Come è nato e come è evoluto questo rapporto?

Quando ho incontrato Ishido Sensei nel Regno Unito nel 1983, grazie alla presentazione di Jock, ero già 4° Dan di Iaido. Non avevo un insegnante di Iaido fisso, ma sono stato abbastanza fortunato da aver avuto lezioni da famosi insegnanti di Iaido, come Nakakura, Haga, Tanaya, Yamashibu, che mi hanno aiutato a raggiungere il 4° Dan. 

Dopo il mio primo incontro con Ishido Sensei nel 1983, mi sono consultato con Jock e abbiamo concordato che fosse possibile invitare Ishido per un seminario simile anche nei Paesi Bassi. Per alcuni anni avremmo tenuto un seminario sia nel Regno Unito che nei Paesi Bassi, ma presto decidemmo di fare seminari alternativi nei due paesi. Poco tempo dopo il 1984 Ishido Sensei mi confermò come uno dei suoi Deshi europei (studente vicino), il primo fuori dal Regno Unito. Nel Budo attuale, una tale relazione tradizioanle Sensei-Deshi non si ritrova più molto spesso. 

Fortunatamente Edo Sensei, che ora ha 82 anni, è lui stesso un Budoka all’antica, e già quando studiai con lui a Kanazawa nel 1981, mi confermò di essere il suo unico Deshi europeo. 

Lo stesso vale anche per Iijima Sensei che mi confermò come suo Deshi negli anni ’80. Definisco questi tre Sensei i miei “Onshi”, che significa insegnante a cui devi una speciale gratitudine. Ciò significa che mi consulto con i miei Onshi per ogni domanda che abbia sul Budo. Continuo a parlare o scrivere con loro regolarmente e mi hanno anche aiutato con gli incontri online via Zoom con domande e risposte, che ho tenuto all’inizio di quest’anno.

I suoi rapporti con il Giappone e con i Sensei giapponesi sembrano molto solidi e di lunga data: quando è andato la prima volta in Giappone, visita ancora oggi il Giappone per gli allenamenti e come ci si sente ad essere uno straniero nei loro dojo. Ha qualche esperienza interessante che vorrebbe condividere?

Il mio primo viaggio in Giappone è stato nel 1977, ho compiuto 18 anni il 9 agosto al Kitamoto Kendo/Iaido Summer Camp. Essere straniero in Giappone è una cosa strana se non si parla la loro lingua, come è stato per me durante il mio primo viaggio nel 1977. Poiché Edo Sensei non parlava inglese, decisi che dovevo imparare la lingua per imparare davvero il Kendo da lui. Così già nel 1979 fui in grado ci comprendere e parlare alcune parole che imparai da solo studiando un libro di lingua giapponese. Ho studiato Kendo e Jodo per un anno sotto Edo Sensei nel 1981, dopodiché sono stato in Giappone quasi ogni anno. Io e Jo abbiamo vissuto a Tokyo per quasi 4 anni a partire dal 1999, e abbiamo praticato nel dojo di Ishido Sensei e al Nippon Express Kendo Club. Poiché parlavo giapponese già nel 1981, non mi sono mai sentito a disagio in Giappone. Ovviamente, in quanto straniero, uno rimane tale per tutta la vita, ma io e Jo non abbiamo mai avuto alcun problema.

In totale devo aver trascorso più di 6 anni in Giappone, quindi ci sono innumerevoli esperienze memorabili. Vorrei citare come esempio la mia prima esperienza di Iaido in Giappone. Come detto sono andato in Giappone all’età di 17 anni, e ho portato con me tutta la mia attrezzatura di Kendo e Iaido: Shinai, Bogu, Gi, Hakama, Iaito. Il Kitamoto Summer Camp in quei giorni durava due settimane e ci allenavamo più di sei ore al giorno. Si poteva scegliere tra kata di Kendo e Iaido per due ore al giorno, quindi ovviamente scelsi Iaido. Haga Sensei, il fratello minore del famoso Haga Junichi Sensei, è stato il mio primo vero maestro di Iaido. In quelle due settimane ci ha insegnato tutti i kata di Seitei, che a quel tempo erano solo sette. Dopo queste due settimane ci è stato permesso di fare l’esame di Shodan, e immagino che i giapponesi fossero così contenti che un giovane ragazzo europeo stesse facendo Iaido che alla fine mi hanno promosso. Una cosa dell’insegnamento di Haga Sensei che ricordo ancora è la parola “Hara”, che continuava a ripetere per tutto il tempo durante le lezioni. Non avevo idea di cosa volesse dire, ma alla fine lo capii molti anni dopo, quando fui in grado di parlare giapponese.

Louis Vitalis Sensei
Kanazawa University 1981

Sicuramente non devono essere stati tempi facili quelli di allora, viste anche le differenze culturali e la giovane età, ma ritengo sia davvero una piacevole storia che lei e sua moglie avete potuto condividere insieme. E questo ci porta anche a parlare di miglioramento: quindi come pensa che Kendo, Iaido e Jodo e la loro correlazione abbiano influenzato il suo sviluppo complessivo del budo? 

Ho avuto molte discussioni con Ishido Sensei su questo argomento e la pensiamo allo stesso modo. Nel Kendo impari a combattere, ovviamente secondo le regole dello ZNKR. Il tuo avversario cerca il più possibile di non essere colpito e, al contempo, cerca di colpire anche te. Ciò significa che devi sviluppare attacco e difesa allo stesso tempo. Devi anche sviluppare movimenti di spada e gioco di gambe molto rapidi per avere successo. Tuttavia, poiché uno Shinai è molto diverso da una Katana, e nel Kendo impari solo Kendo kata con un bokuto, non impari davvero come maneggiare una Katana quando pratichi solo Kendo. Questo è stato il motivo principale per cui ho iniziato a studiare lo Iaido, contemporaneamente alla mia pratica di Kendo. Edo Sensei non è stato solo il mio insegnante di Kendo, è anche colui che mi ha introdotto al Jodo. Ha imparato lo Shinto Muso Ryu Jodo da Hamaji Sensei (Menkyo Kaiden), e una volta si è anche allenato direttamente con Shimizu Sensei a Tokyo. I vantaggi aggiuntivi del Jodo sono che impari a usare il tuo corpo sia sul lato sinistro che su quello destro e usi diverse forme di Taiatari, che puoi usare anche nel Kendo. Anche la tecnica di Hikiotoshi è molto utile, la uso ancora spesso per far sfuggire di mano lo shinai dell’avversario! 

Nella mia esperienza personale, se passi la maggior parte del tempo a praticare Kendo, ti mantieni parecchio in forma e la tua velocità e il gioco di gambe per lo Iaido e lo Jodo ne trarranno grande beneficio. Jolanda e io abbiamo avuto molti successi anche nei Taikai di Jodo, principalmente grazie al nostro fighting spirit e alla velocità del gioco di gambe e dei movimenti della spada. Sono convinto che il mio allenamento nel Kendo mi abbia permesso di raggiungere il 7° Dan anche nello Iaido e nel Jodo, ovviamente con i grandi insegnamenti e l’aiuto di Ishido Sensei.

Louis Vitalis Sensei
Louis first Jodo lessons in 1981, by Edo Sensei, Kanazawa University.

Ci ha già spiegato come si sia incontrato con i suoi Sensei e come sia diventato Deshi, ma quali sono le differenze tra l’insegnamento giapponese, come quello dei suoi sensei verso di lei, rispetto all’insegnamento occidentale, come il suo verso i suoi studenti? 

Poiché ho imparato il Kendo in Giappone tra la metà degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, ho imparato il vecchio stile del Kendo moderno. Il Kendo odierno è principalmente uno sport competitivo, con velocità e tempismo come armi principali per vincere uno shiai. L’ultima volta che mi sono allenato alla Tsukuba University circa dieci anni fa, ho notato che i giovani Kendoka erano veloci come fulmini, ma non riuscivo a sentire i loro colpi atterrare sul mio Bogu. A causa della loro tecnica superiore, potevo sentire chiaramente i colpi, ma non “percepivo” nulla. Quando mi sono allenato con Edo Sensei negli anni Settanta e all’inizio degli anni Ottanta, le sue tecniche si sentivano molto chiaramente sul mio corpo. Dopo tre mesi all’Università di Kanazawa, il mio polso destro era completamente gonfio, perché mi colpiva sempre nello stesso punto, giorno dopo giorno, in maniera molto energica! Quando sono tornato nel mio dojo ad Amsterdam dopo un anno di allenamento in Giappone, ho insegnato nello stesso modo con cui ero stato abituato a Kanazawa. Dopo sei mesi non c’erano più studenti! Tutti pensavano che fossi troppo brutale e selvaggio durante gli allenamenti. Anche i nostri primi allenamenti di Iaido e Jodo negli anni Ottanta ad Amsterdam furono piuttosto duri.

Negli anni successivi ho imparato a trovare un equilibrio, ma riesco a godermi ancora la pratica. Anche se non ho mai avuto molto successo nei Taikai di Kendo, ho avuto molto successo come insegnante. I miei studenti hanno vinto Campionati Europei di Kendo, Iaido e Jodo e innumerevoli medaglie in altri Taikai. Hanno anche ottenuto alti gradi nei rispettivi Budo. Quando Ishido Sensei stava preparando Jock e me per il nostro 7° Dan di Iaido, gli allenamenti erano lunghi e duri. Poiché il Sensei era molto più giovane allora, aveva anche molta più energia nell’insegnare, di conseguenza gli allenamenti erano molto intensi. La differenza principale nel mio modo di insegnare ora e nel modo di insegnare giapponese è abbastanza semplice: uso l’umorismo e l’esagerazione per spiegare qualcosa, cosa che i maestri giapponesi non fanno quasi mai.

Sensei, lei ha anche sollevato un ottimo argomento riguardo i metodi e le differenze di insegnamento, le competizioni e la tecnica, ma quando ha iniziato a pensare all’insegnamento e quando ha effettivamente iniziato a insegnare? C’è qualche sua preferenza riguardo ad una classe specifica, o ai requisiti unici dei praticanti (bambini, competitori, adulti, …) e l’insegnamento che sta impartendo? 

Dopo il mio secondo viaggio in Giappone nel 1979, dove sono rimasto per tre mesi e vinto il Fighting Spirit ai Campionati Mondiali di Kendo a Sapporo, ho vinto i Campionati Olandesi per due anni di fila. Poiché non c’era nessun altro in Olanda che si fosse allenato in Giappone quanto me, fui automaticamente nominato allenatore della squadra olandese di Kendo, nel 1981, anche se ero ancora molto giovane e senza esperienza. Dopo il mio ritorno da un anno trascorso a Kanazawa sotto Edo Sensei, nel 1982, ho iniziato a insegnare in vari dojo nei Paesi Bassi. Quasi tutti gli attuali alti gradi nel nostro paese sono stati miei studenti per un periodo di tempo. Mi va bene insegnare a qualsiasi tipo di gruppo, ma preferisco non insegnare ai bambini piccoli perché la percentuale di studenti che continuano effettivamente sul cammino del Budo per molto tempo è estremamente bassa in Europa. Come Jock Sensei, non insegno mai per soldi, ma chiedo un rimborso spese per il viaggio nel caso mi venga chiesto di insegnare da qualche parte.

Sebbene lei sia un triplo nanadan e nonostante la sua cultura così vasta da volerci far addentrare in una conversazione ancora più ampia che copra diverse arti marziali, vorrei potessimo concentrarci un po’ di più sullo Iaido. Dal momento che l’ha visto fin dagli albori in Europa, pensa che sia cambiato nel corso degli anni e come? 

Lo Iaido in sé non è cambiato da quando ho iniziato a studiarlo nel 1976, ma il livello dello Iaido in Europa è cambiato completamente. Innanzitutto, l’accesso ai maestri giapponesi negli anni Settanta per gli europei era ancora una cosa rara. Il viaggio tra il Giappone e l’Europa era estremamente costoso e richiedeva molto tempo (nessun volo diretto!), quindi gli europei come Jock e me a metà degli anni Settanta con esperienza di formazione in Giappone erano piuttosto rari. Uno dei principali contributi di Jock e miei allo sviluppo di Kendo, Iaido e Jodo in Europa è il fatto che siamo stati in grado di convincere insegnanti di alto livello a venire nei nostri Paesi per insegnarci.

Quindi dobbiamo anche ringraziarla per aver contribuito ad aprire una nuova era per i praticanti europei, poiché ora è abbastanza comune avere Sensei giapponesi che insegnano nei nostri seminari. Ancora sul metodo di insegnamento, com’è una sua tipica lezione di Iaido?

Non insegno più Iaido, un intervento al gomito nel 2005 mi ha reso impossibile tenere una Katana con il braccio destro.

Mi dispiace apprendere di questo intervento e delle conseguenze. Restiamo allora su un lato più teorico di questa discussione, come sa Kiryoku Torino è più dedicato allo Iaido: pensa che lo Iaidoka non giapponese possa veramente capire la cultura e la “filosofia” dietro questa disciplina? 

Dipende dalla profondità della comprensione. Molti 7° Dan europei di Iaido non hanno una profonda conoscenza della lingua giapponese, quindi dal mio punto di vista la loro conoscenza rimarrà sempre un po’ superficiale. Tecnicamente e teoricamente sapranno tutte le cose necessarie sullo Iaido, ma non saranno mai allo stesso livello dei Sensei giapponesi a causa della barriera linguistica. Ho una libreria abbastanza completa di libri giapponesi su Kendo, Iaido e Jodo, quindi sono sicuro che la mia conoscenza sia abbastanza buona anche per gli standard giapponesi. Tuttavia, non oserei mai paragonare il mio livello di conoscenza con quello di un buon 8° Dan giapponese, come Ishido Sensei o un insegnante universitario come Edo Sensei, loro sono semplicemente ad un altro livello!

E cosa ne pensa invece del futuro dello Iaido europeo?

Sono una persona molto ottimista per natura, quindi la mia idea sul futuro di  Kendo, Iaido e Jodo in Europa è molto positiva. Abbiamo già il primo 8° Dan di Jodo, ritengo l’8° Dan di Kendo e di Iaido sia solo questione di tempo (ci vorranno anni, non mesi nel futuro però 😊 ). Il livello nelle competizioni di Iaido e Jodo si sta già avvicinando molto a quello giapponese, ma per il Kendo siamo ancora indietro anni luce. Non sarà mai un hobby per un gran numero di persone, ma sta diventando sempre più di nicchia anche in Giappone.

Questa è sicuramente una nicchia in tutto il mondo, tuttavia vediamo molte persone che si avvicinano a questa arte marziale, forse come ha ricordato anche lei, non sviluppandosi necessariamente in una passione per tutta la vita. Cosa consiglierebbe ad un giovane Iaidoka principiante? 

La prima cosa che ho imparato da Edo Sensei è “Katei Enman”. Katei significa famiglia, Enman significa pacifico. Poiché il Budo al giorno d’oggi è principalmente un hobby, è necessario avere un ambiente familiare stabile e sereno per avere successo nel Budo (o in qualsiasi altro hobby). La seconda cosa che ho imparato è che è una responsabilità personale quella di trovare un insegnante adatto e all’altezza.

Il buon feeling con un insegnante è un altro valido argomento ricorrente. Qual è un insegnamento del Budo le piace particolarmente trasmettere?

Louis Vitalis Sensei
Gei Ni Asobu

Fin dal 1979 mi reco nella prefettura di Ibaraki per il mio allenamento di Kendo perché Iijima Sensei vive lì. A Mito, la capitale di Ibaraki, c’è un museo chiamato Kodokan, l’antica scuola dei samurai. Poco prima della fine del periodo Edo, il Daimyo di Ibaraki era un abile praticante di Kenjutsu. Sapeva già che la pratica delle Arti Marziali non era più necessaria per uccidere un avversario in un combattimento diretto, ma poteva essere una grande fonte di benessere se praticata correttamente. Per continuare la propria formazione permanente, è necessario che piaccia quello che si sta facendo. Questo è “Gei Ni Asobu”. La calligrafia qui allegata è un regalo per me dell’ex presidente della Ibaraki Kendo Federation, Miyamoto Sensei, che ha visitato Amsterdam alcune volte per insegnare Kendo, insieme a Iijima Sensei.

Passerei ore per conoscerla meglio e saperne di più sulla tua storia, e mi spiace che siamo arrivati alla fine di questa piacevole chiacchierata. Ringraziandola ancora per la sua disponibilità e per il suo gentile supporto al nostro progetto di interviste, chiudiamo con qualcosa di più leggero: c’è qualche aneddoto divertente sulla sua vita di Iaidoka che vorrebbe raccontarci?

Oltre al fatto che ho superato il mio Iaido Shodan dopo un breve corso di quattordici giorni nel 1977, il ricordo più divertente che ho è quando il padre di Ishido Sensei insegnò a Jolanda (4° Dan di Iaido) durante un seminario in Europa. Sebbene Jolanda non stesse usando uno Shinken, aveva comunque uno Iaito affilato quasi quanto uno Shinken. Quando il Sensei spiegò Soetezuki a Jolanda, le mostrò la linea del taglio del corpo, quindi la sua mano attraversò il suo petto. Ovviamente il petto di Jolanda è molto più grande della media delle donne giapponesi, quindi guardammo divertiti quello che stava facendo. Quindi tenne la spada di Jolanda con la mano e tracciò la linea del taglio sul proprio Gi: gridammo “Attenzione Sensei, la spada è affilata!”, ma lui non ci prestò alcuna attenzione (credo fosse già un po’ sordo a quel punto 😊). Non ricordo se il suo Gi sia stato effettivamente danneggiato, ma c’è andato vicino!

Jolanda Dekker: 6th Dan Kendo, 5 Dan Jodo, 4 dan Iaido
Jolanda Dekker: 6th Dan Kendo, 5 Dan Jodo, 4 dan Iaido.

Biografia di Louis Vitalis Sensei

Louis Vitalis Sensei
Louis Vitalis Sensei

Il mio nome completo è Louis François Jacques Vitalis, e sono nato il 9 agosto 1959 ad Amsterdam, Paesi Bassi.

Sebbene mio padre fosse di origini olandesi, è nato e cresciuto in Indonesia e si è trasferito ad Amsterdam solo quando aveva poco più di vent’anni. Aveva i tratti tipici delle popolazioni dell’Asia meridionale, ecco perché non sono il tipico ragazzo olandese biondo con gli occhi azzurri. Quindi tutta la mia giovinezza è stata un misto di cultura olandese e olandese-indonesiana.

Ho conosciuto Jolanda Dekker quando eravamo nella stessa classe al liceo. Nel dicembre 1975 abbiamo iniziato a frequentarci. Avevo appena iniziato a praticare Kendo pochi mesi prima, ma ci sono voluti tre anni prima che Jolanda si convincesse che il Kendo non fosse quello sport strano come aveva pensato la prima volta. Nell’agosto 1988 ci siamo sposati ad Amsterdam e Edo Kokichi, il mio primo sensei di Kendo. è stato il nostro testimone di nozze.

Louis Vitalis Sensei
Jolanda, Louis, Edo Sensei at our wedding in August 1988.

Dopo aver studiato Giapponologia all’Università di Leiden dal 1980 al 1986, ho lavorato per un agente di viaggio giapponese per due anni, prima di entrare in Nippon Express Nederland nel giugno 1988. Sono andato in pensione 30 anni dopo, nel 2018, dopo aver fatto una bella carriera nella logistica globale e nel trasporto aereo.

Come parte del mio lavoro, ho lavorato in Giappone e in Germania per un totale di sette anni, il che spiega perché abbia così tanti amici in entrambi i paesi.

Ho superato l’esame da Shodan di Kendo e di Iaido al seminario per stranieri di Kitamoto nel 1977, ma molto probabilmente non avrei superato il grado Ikkyu di Iaido nell’Europa del giorno d’oggi con il mio livello in quel momento. Ad eccezione di alcuni, ho superato tutti i miei esami in Giappone. L’unico grado che ho fallito è stato lo Shodan  di Kendo, che ho provato appena dopo tre mesi aver indossato il Bogu (armatura).

Anche se le mie capacità atletiche erano molto limitate, le mie ambizioni erano alte 😊.

A differenza di Jolanda, che ha vinto dozzine e dozzine di medaglie di Kendo e di Jodo, non sono mai stato una combattente di grande talento. 

Ho vinto il Fighting Spirit ai Campionati Mondiali di Kendo di Sapporo nel 1979, ho vinto i Campionati Olandesi nel 1980 e nel 1981 e il Fighting Spirit ai Campionati Europei nel 1983 e nel 1984. Il mio ultimo torneo come Kendoka è stata la prima edizione della Iijima Cup nel 1990, che ho vinto.

Dopo il mio ritorno dal Giappone nel 1982, ho iniziato ad insegnare Kendo, Iaido e Jodo ad Amsterdam. Nel 1984 ho aperto il mio dojo e Edo Sensei mi ha suggerito il nome “Museido”, che era un famoso dojo di Kendo a Kanazawa.

Ora ho un allievo Deshi 8° Dan e diversi allievi Deshi 7 Dan in tutte e tre le discipline.

Dagli anni ’90 ho dedicato gran parte della mia carriera nel Kendo all’insegnamento e all’arbitraggio, e per molti anni sono stato arbitro delle finali dei Campionati Mondiali di Kendo (WKC).

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