Michel Coquet Lo Iaido L’arte di tagliare l’ego con la spada, ed. Mediterranee, Roma 2019.

libro-l'arte di tagliare l'ego con la spada. Michel Coquet
l’arte di tagliare l’ego con la spada. Michel Coquet

Questo libro mi è stato regalato da Vieri Maria Manetti, che ne ha curato la traduzione, praticante di Iaido di Roma.

Ho letto questo libro durante il mio penultimo viaggio in Giappone, viaggio che mi portava ad affrontare l’esame da 7° dan di Iaido.

È una lettura decisamente interessante, non tratta di tecniche di Iaido come si potrebbe pensare dal titolo, ma è un libro che fa avvicinare il lettore alla pratica in una maniera un po’ diversa. Racconta l’esperienza dell’autore durante un anno di pratica presso un Maestro di spada in Giappone. Il vissuto della cultura giapponese e la filosofia di vita del Maestro Takeuchi (nome inventato secondo il volere del Maestro stesso) sono una guida alla parte più spirituale della pratica.

Credo che possa essere una lettura molto istruttiva per ogni praticante di Iaido di qualsiasi livello ma non solo. Tutti i praticanti di budo in generale possono trovare molte risposte e stimoli in questo libro per continuare a praticare seguendo una filosofia molto distante da quella occidentale e volendo anche da quella giapponese moderna. Una filosofia che affonda le radici nella storia Giapponese ma anche nella storia del Buddismo e con una forte influenza Shintoista. Una visione d’insieme applicabile ad ogni disciplina marziale e non solo focalizzata e catturata da questa o quella scuola, ma più a 360 gradi e più legata agli aspetti spirituali e al raggiungimento della consapevolezza.

Ringrazio molto Manetti per il regalo che mi ha fatto, credo che sia un libro da leggere e rileggere poiché a seconda della situazione o dello strato d’animo si presta ad interpretazioni diverse, anche perché la via non è sempre uguale e la nostra capacità di comprensione neppure.

L’autore stesso è consapevole, e lo dice chiaramente nel libro, che se lo stesso insegnamento lo ricevesse adesso che ha 72 anni lo capirebbe e lo scriverebbe in modo completamente diverso.

Buona lettura.

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