715

di Carlo Sappino
Carlo Sappino Budapest

Budapest è stupenda, come sempre, ancora più bella sotto al sole di questi giorni.

Qui la Mitteleuropa, nei suoi aspetti migliori, si tocca, si respira, si calca, si annusa e si mangia.

Due sole pecche.

Un hotel tutta apparenza, dalle piacevoli aree comuni pur nella loro anonima banalità, con un più che apprezzabile buffet per le colazioni, ma con camere disagevoli dagli spazi molto angusti, e pensare che avevo prenotato una “superior” per il mio amico Eddi e me.

In quattro giorni e tre notti, mai un cambio di asciugamani, mai un letto rifatto, mai una pulizia degli arredi e della camera.

Una compagnia aerea pessima, incapace di mantenere gli impegni in termini di orari. Un esempio per tutti, avevo comprato un biglietto per poco prima di mezzogiorno ed una partenza alle 17:15 … che dire? Il pomeriggio libero che avevamo programmato per fare un minimo di turismo ci è stato scippato!

Budapest meriterebbe anche questi sacrifici, peccato avere tempi ristretti e quei pochi annullati dai disservizi. É rimasta una bella cena con gli amici in un locale molto piacevole ed una passeggiata lungo il Danubio per tornare in hotel. Oltre a questo solo ciò che abbiamo potuto vedere dal finestrino del taxi da e per l’aeroporto.

Inizia il seminario alle 10:00 esatte di sabato 11 giugno. Kusama Sensei prende la guida del seminario ed inizia la sua lezione volta ad illustrare, kata per kata, i punti fondamentali da rispettare. Poi, col gruppo dei gradi alti fa ripetere tutto seitei.

La giornata scorre via piacevole, ma dall’intenso lavoro.

Domenica mattina si replica sotto la guida di maestri europei che seguono il nostro gruppo di aspiranti 7.mi, osservano e correggono tutti individualmente su tutti i kata di seitei.

Per le 14:10 è annunciata la consegna dei numeri per gli esaminandi, il mio sarà il 715 … sento l’aria più densa e pesante al pensiero della lunga attesa che mi aspetta, la commissione è unica e gli esami partono da primo dan ed io, grazie all’anagrafe, sarò pure nell’ultima delle quattro pool degli aspiranti settimi.

Il tempo scorre, mi meraviglio del mio stato di relativa tranquillità.

Non sento l’ansia che mi sarei aspettato e ripensandoci credo che un ruolo importante l’abbiano giocato tre fattori.

Il primo dato dalla consapevolezza di un esame sicuramente non facile, ma soprattutto di difficile interpretazione, che mi ha permesso, non nutrendo aspettative, di mantenere un certo distacco mentale dall’evento.

Il secondo è dipeso dal fatto che i kata assegnati: k – k – 3 – 6 – 9 – 10 sono tra quelli in cui mi sento più a mio agio. Ogni tanto un po’ di fortuna non guasta!

Il terzo che qualora avessi fallito, con buone probabilità avrei potuto partecipare all’europeo di Modena, la mia ultima gara con la quale chiudere la mia carriera agonistica. Tutto sommato un bel premio di consolazione.

Tocca al mio gruppo, sono al nastro di partenza, si va … ajime!

Carlo Sappino Budapest
Foto di Eddi De Giorgi

Un po’ di adrenalina e la sensazione di stare attraversando un punto di non ritorno mi mettono in moto … dell’esame non ho quasi memoria. Sono entrati in blocco tutti gli automatismi di gesti ripetuti innumerevoli volte. Alla fine la sensazione prevalente era di liberazione con la consapevolezza di essere nel mio giorno fortunato perché per poco non avevo sbagliato il noto in ukenagashi ed alzandomi dopo il torei finale ho rischiato d’inciampare nell’hakama che mi era rimasta sotto al piede.

Il resto è noto, frastornato da complimenti, abbracci e strette di mano il mio unico pensiero era di raggiungere prima possibile la camera e la doccia.

Carlo Sappino Budapest
Foto di Eddi De Giorgi

Sono felice del mio risultato, ne sono anche orgoglioso, con la consapevolezza di dovere molto a coloro che mi hanno aiutato ad ottenerlo: la mia Maestra, gli amici che hanno saputo segnalarmi i miei errori ed aiutato a correggerli, ed i miei allievi stessi nonché compagni di pratica che sono sempre stati il principale stimolo nella mia ricerca del miglioramento.

Adesso non potrò più gareggiare ed entro una manciata di mesi nemmeno arbitrare, è sempre l’anagrafe ad essere matrigna, ma un nuovo obiettivo ce l’ho già chiaro, devo approfondire lo studio del koryu e so già a chi rivolgermi, la Via continua!

Carlo Sappino

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Psicologo e Psicoterapeuta, è 6° dan di Iaido, che pratica dal 2004. Dal 2018 è anche Arbitro Nazionale. Molto interessato alle possibili applicazioni della psicologia nella pratica del Dojo, degli esami e delle competizioni, così come allo sviluppo di metodologie che facilitino i processi di cambiamento e miglioramento personale.
Nato ad Arezzo nel 1952, vive a Savona dal 1967. Membro fondatore della odierna asd Circolo Scherma Savona Kendo dal 1985, dove oggi cura il settore iaido. Avvicinatosi giovanissimo alle arti marziali, ha maturato svariate esperienze nei dojo liguri di judo, aikido e karate per poi innamorarsi della spada giapponese, approdando al kendo (yondan) e successivamente allo iaido (renshi nanadan) dove segue gli insegnamenti di Danielle Borra Sensei.
Logistics Manager, pratica iaido da 27 anni, grande appassionato di montagna e cani.

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