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Budo Jisho – 16 – SoGiri

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budo jisho

Budo Jisho – Le parole Giapponesi che usiamo nelle arti marziali.

Puntata 16: (Juipponme) So-Giri.

Continuando con la serie dei 12 kata della Zen Nippon Kendō Renmei, oggi Cristina ci parla del 11° kata: So-Giri.

Buona visione e non dimenticate gli approfondimenti nel pdf che trovate in fondo a questo articolo.

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Ed ecco il PDF di approfondimento.

Per una consultazione più agevole, scarica il pdf tramite il bottone qui sotto.

Taikai CIK Iaido 2024 (2)

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Taikai iaido Lassalle

Ed eccoci qua, è già passato un anno da quando ho partecipato all’ultima competizione.

In questi mesi di “pausa” molto è cambiato nella mia vita: ho avuto una bimba, Bianca, e le mie priorità sono cambiate. Lei viene prima di tutto e la nuova vita familiare ruota intorno a lei e i suoi bisogni. Tuttavia ho voluto preservare qualcosa che faccio soltanto per me, la mia bolla di autonomia alla ricerca di un equilibrio nuovo nella mia nuova vita: sto parlando dello iaido e della sua pratica in dojo.

Con questo spirito ho deciso di partecipare al taikai, nonostante la notevole distanza da casa. Partecipazione che è avvenuta non tanto per ottenere risultati; certo, speravo di fare meglio di com’è andata!

Nessuna medaglia e un solo incontro vinto, con una certa amarezza e delusione. 

Ma quello che volevo era mettermi in gioco ed affrontare me stesso davanti ai giudici, per sentire quella pressione che il solo l’essere giudicato può dare e fare così un altro passo verso il prossimo esame (il terzo dan), che dovrò dare a novembre.

Il riscontro che personalmente ho avuto è buono, sono riuscito a gestire la tensione che è andata a scemare nel corso dei tre incontri. Un tassello verso l’esame di terzo dan c’è, ora non resta che continuare a lavorare sui miei punti deboli per migliorare almeno un po’.

Per fortuna fino a novembre c’è ancora un po’ di tempo, e anche se sono sicuro che passerà in un lampo, ce la metterò tutta!

Taikai CIK Iaido 2024

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taikai iaido 2024

Il weekend del 15 e 16 giugno a Reggio Emilia si sono svolti l’ultimo allenamento della Nazionale, in concomitanza con lo stage arbitrale e il Taikai di Iaido.

Nonostante il caldo e la vicinanza con le vacanze estive, la partecipazione è stata numerosa, soprattutto per il Taikai, sulla scia dell’anno scorso.

Non voglio soffermarmi sui risultati o su delle componenti specifiche, ogni anno arriva qualche sorpresa e qualche conferma, e ciò rende sicuramente più interessante e stimolante l’opera di selezione della Nazionale che parteciperà agli Europei: avere una maggiore possibilità di scelta all’interno di un determinato grado è sempre un buon segno, in quanto la crescita e il livello dei praticanti si stabilizza tendenzialmente, per un determinato periodo, verso l’alto.

Sicuramente, condivido quanto detto da Claudio Sensei durante la riunione arbitrale, ossia la necessità di prestare maggiore attenzione ai dettagli tecnici dei kata, al reiho, al saho, prima ancora che ad aspetti più complessi e profondi. 

Si è notato, infatti, come in maniera più o meno trasversale nei vari gradi, ci siano ancora alcune lacune sui punti fondamentali dei kata (i famosi chakuganten) che inevitabilmente possono portare a rischiare di perdere un incontro o non superare un esame.

Come si dice sempre, non dimentichiamoci le basi.

Vorrei spendere una parola di ringraziamento a tutti i partecipanti alle selezioni, il numero degli atleti è stato sempre alto e abbiamo notato una crescita costante in tutto il gruppo, che ci lascia soddisfatti e fiduciosi per il futuro. Continuare a partecipare agli allenamenti, condividere la pratica e mettersi a confronto anche quando si è consapevoli dei propri limiti e/o della maggiore bravura di altri competitori resta comunque un successo.

A tal proposito un encomio speciale a Gege Marsilli, che dimostra appieno questa mentalità e questo giusto approccio al Budo. Come ha spiegato nel discorso finale, pur non avendo quasi mai vinto un incontro in tanti anni di competizioni, è sempre presente, pronto a confrontarsi e a mettersi sotto il giudizio degli arbitri e degli altri praticanti, senza nulla temere.

Credo si debba imparare molto da questo atteggiamento, perchè rispecchia esattamente il significato di una gara. E’ facile e motivante continuare a gareggiare quando si vincono medaglie, la parte difficile (con se stessi, perlopiù) è proseguire a farlo nel momento in cui le sconfitte si accumulano e i risultati non arrivano. Poiché, come abbiamo ripetuto anche in altre occasioni, l’importante non è vincere o arrivare sul podio, che non implica affatto essere i migliori in Italia o in Europa, ma forse che in quel determinato momento di 6 minuti l’avversario ha espresso meno di noi. L’importante è rispettare lo Iaido, rispettare la pratica e il Budo, che nella sua essenza è costante crescita, condivisione, confronto e determinazione, soprattutto nei momenti più bui, come una sconfitta o una bocciatura all’esame.

In particolare, salendo di grado, negli anni si è un po’ notata questa carenza di partecipanti. 

In alcune sessioni, la gara dei 6 dan non veniva neppure disputata per mancanza di atleti. 

Le gare non devono piacere per forza, ma forse bisognerebbe comprenderne il significato profondo e ultimo, per avere una visione più completa dello Iaido stesso. 

taikai iaido 2024
taikai iaido 2024

Il seminario che non ti aspetti

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Zanoni iaido

Partendo dall’inizio: Danielle rientrata dal campionato Europeo di Iaido di Monaco, mi avvisa che Andrea Wilke ha intenzione di invitarmi per tenere un seminario istruttori in Germania. Ovviamente ne sono onorato. In Italia credo di aver fatto un lavoro discreto dando un’impronta diversa a quelli che sono gli appuntamenti per gli istruttori, cercando di renderli interessanti e proficui, non tanto per la propria pratica, ma per le competenze nel trasmettere ciò che si impara ai propri allievi. In Germania dovrò fare il seminario in Inglese che non parlo benissimo com’è noto, ma per fortuna le mie castronate sono quasi sempre comprensibili e normalmente mi vengono perdonate.

Dopo qualche mese arriva l’invito di Andrea, cerchiamo la data giusta perché nello stesso periodo c’è il seminario con esami per alti gradi, appuntamento a cui non voglio mancare.

Finalmente troviamo la data, il week end del 8/9 Giugno, scopro che dovrò preparare una parte teorica da tenere in aula….. accidenti, il mio inglese è terribile, riesco a sopravvivere ma da qui a tenere una lezione teorica di 3 ore in aula……. O mio Dio!

Sono assolutamente pieno di dubbi, chiedo esattamente di cosa devo parlare e mi viene detto che devo raccontare delle mie esperienze e introdurre argomenti sull’insegnamento.

Devo dire che sono abbastanza preoccupato, non è una situazione per me normale, ma decido di accettare la sfida e cerco di prepararmi al meglio. Inizio a pensare a cosa portare e, con l’aiuto di Danielle, preparo un PowerPoint diviso in tre parti.

Zanoni iaido seminar germany

La prima parte riguarda la mia storia nello Iaido e alcuni aneddoti personali, abbastanza semplice da preparare, vedremo come sarà esporlo in pubblico.

La seconda parte si compone di alcune spiegazioni di Murata Sensei relativamente ad alcuni Kanji, spiegazioni che il Sensei ci ha dato durante lo splendido seminario Culturale a Reggio Emilia, concetti difficili e spunti interessantissimi che però devo riuscire a spiegare ed esporre in Inglese.

La terza ed ultima parte vede l’analisi dell’art 20 della FIK riguardante i requisiti richiesti per il passaggio dei gradi.

Bene ora che ho una traccia devo semplicemente esporla e discuterla con i presenti….. in Inglese ovviamente, come ho già detto la mia conoscenza dell’inglese è molto di base e quindi imbarcarsi in un’avventura del genere non è per nulla rassicurante.

Arriva infine il giorno della partenza, durante il viaggio ripasso il PowerPoint preparato ma la cosa non mi rende più tranquillo.

Alla fine arriva sabato mattina, tutto è pronto, tramite chiavetta proietto il tutto su un televisore enorme credo 90/100 pollici e parto con il seminario. Tutto procede, racconto la mia storia nello iaido e aggiungo alcuni aneddoti che non avevo inserito. Proseguo con i concetti che Murata Sensei ci ha donato e cerco di spiegarli ai presenti, lo stesso con l’art 20. Ci sono domande, risposte, il tutto diventa uno scambio.

I presenti mi sembrano soddisfatti, mi fanno i loro complimenti sia per la mia storia sia per gli argomenti trattati e secondo loro ben spiegati, sono felicissimo.

Il pomeriggio e la domenica mattina riprendiamo i concetti di Kikentai, Kokoro, Maai, che abbiamo visto nella relazione del sabato mattina e studiamo i katà , soprattutto quelli che hanno delle differenze in Maai e in Kikentai.

Domenica all’una finisce tutto, pranziamo assieme e tutti mi esternano le loro congratulazioni per un seminario interessante, ben tenuto e con contenuti teorici poi applicati e spiegati nella pratica reale.

Andrea è soddisfatta ed io anche. Per me è stata una sfida, un passo in avanti nella mia crescita nello iaido. Non credo ci debba essere solo una crescita tecnica nel nostro percorso ma anche una capacità di crescita interiore, di rapporto con le persone, di riuscire a trasmettere dei concetti che non appartengono al nostro presente ma sono parte di quello che facciamo.

Questo splendido wk non poteva finire senza una nota negativa: il volo della Lufthansa che doveva riportarmi a casa domenica sera viene cancellato e dopo interminabili code e attese agli sportelli riesco a trovare un volo su Milano la mattina dopo. Dormo 4 ore in un albergo offerto dalla Lufthansa e finalmente la mattina dopo, con un’ora di ritardo, arrivo a Malpensa alle 9,50.

Stanco, tanto stanco, sia fisicamente, dato dal mio problema alla schiena, che mentalmente per lo sforzo fatto, ma tanto tanto soddisfatto di quello che sono riuscito a fare.