La prima volta che il m. Nakano venne in Italia era il 2002, anno del nostro primo stage primaverile in quel di Sportilia, evento al quale partecipai anch’io in qualità di praticante.

Il maestro faceva parte della nutrita delegazione inviata dalla ZNKR ed io, all’epoca shodan, ero elettrizzata all’idea di partecipare ad un seminario con tanti maestri giapponesi che, lo confesso, mi parevano tutti uguali tra loro. Confesso anche di avere ricordi vaghi del seminario in questione ma il senso di profonda energia derivante dalla presenza di tanti sensei mi è rimasto impresso ed è una costante che ho ritrovato successivamente in tutti i seminari ai quali ho partecipato.

Con gli anni ho poi imparato a riconoscere i vari maestri che venivano regolarmente in Italia e, tra loro, il m. Nakano che divenne presto un volto noto a tutti i praticanti.

Immagino che molti si ricorderanno di come, durante le dimostrazioni tenute dagli altri maestri, il maestro si aggirasse tra gli astanti armato di macchina fotografica, alla ricerca di scatti interessanti da portare a casa.

Nakano Sensei

Rigoroso e preciso durante i seminari, era altrettanto gioviale e disponibile nei momenti di riposo. Nonostante la barriera dovuta alla lingua, era facile intuire la sua voglia di comunicare.

Amava chiacchierare ed era interessato alle persone che incontrava alle quali regalava sempre un sorriso, una parola, un gesto cordiale.

Ricordo che alcuni anni fa, nel corso di una cena a Modena al termine dei due giorni di seminario, mi ritrovai seduta davanti a lui.

Inizialmente intimorita dalla sua presenza in realtà passai una piacevolissima serata. Probabilmente in virtù del fatto che eravamo pochi a tavola e sicuramente grazie anche alla presenza dell’interprete, l’atmosfera fu estremamente rilassata e la cena trascorse tra chiacchiere e risate e rimasi profondamente colpita dalla semplicità e spontaneità del maestro.

L’ultimo ricordo che ho del m. Nakano risale al seminario di novembre dello scorso anno a Modena. Ero nel suo gruppo e, data l’età ormai avanzata del Maestro, qualcuno azzardò che sarebbe stato un seminario con molte spiegazioni e poca pratica. La realtà non avrebbe potuto essere più diversa. Il ritmo imposto dal maestro fu subito molto intenso e per due giorni ci ritrovammo a lavorare tutti duramente, cosa che non mi accadeva da parecchio tempo. E mentre noi sudavamo, cercando di mettere in pratica il più possibile quanto da lui spiegato, la sua figura minuta si muoveva senza sosta tra i praticanti correggendo con un gesto rapido la punta di un chiburi, l’altezza di un taglio, la posizione di un piede, e questo senza interrompere il ritmo dell’allenamento ma dando a ciascuno l’attenzione necessaria.

Nakano Sensei

Posso tranquillamente affermare che, nel corso degli anni, ho imparato moltissimo da tutti i maestri che ho incontrato. La lezione che ho appreso dal maestro Nakano è che la teoria deve essere sempre accompagnata da una pratica consistente e rigorosa e che l’età, che purtroppo avanza inesorabile per tutti, non deve mai essere una scusa per lavorare con minore impegno.

Grazie Nakano sensei, conoscerLa ed imparare da Lei è stato un onore ed un privilegio.

Tiziana Piantato

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