I miei ricordi del maestro Nakano sono anteriori al 2009, quando ai seminari CIK di Sportilia avevo l’onore e l’onere di essere uno degli interpreti federali.
Mi ha sempre dato l’impressione di una persona riservata e competente pur senza essere esplosivo come alcuni dei maestri che venivano in Italia in quegli anni, sobrio e preciso interprete dei kata ZNKR e investito della responsabilità di far parte della commissione tecnica per tanti anni.
Il colpo di scena arrivò durante il mio terzo viaggio in Giappone (viaggio di nozze!) quando mi fermai al Nippon Budokan nell’ufficio della ZNKR che vende anche materiali e gadget, libri e dvd. Fra i dvd messi in primo piano c’erano quelli dei maestri venuti in Italia, ognuno rappresentava il ryu di appartenenza e per Nakano sensei ovviamente era il Mugai Ryu. Parlando con uno dei commessi, insegnante di iaido, gli dissi che avevo conosciuto quasi tutti i maestri in Italia e fatto da interprete per loro e lui ebbe parole lusinghiere soprattutto per il maestro Nakano descrivendolo come un insegnante di alte doti e come un fine esecutore sia di ZNKR che di Mugai Ryu.
Rimasi molto colpito dal fervore espresso nei confronti di Nakano sensei e confesso che se già lo rispettavo prima dal quel giorno lo rispettai molto di più.

La sua morte è una perdita notevole per lo iaido italiano in quanto lui ben conosceva la nostra realtà di pratica, sicuramente più di maestri venuti raramente in Italia.
Purtroppo la mia lontananza dai seminari ha ridotto le occasioni di incontrarlo, ma serberò sempre il ricordo delle sue spiegazioni chiarissime e del suo sorriso. Aggiungo una piccola nota: quando feci il mio secondo esame di koryu si richiedeva un kata di Toho Iai e io avevo preparato un Toho Iai del Mugai Ryu.
Alberto Mele
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