Caro maestro,

sembra quasi l’inizio di una lettera di uno studente delle elementari al proprio maestro. Con il sensei Nakano, in effetti, mi sentivo un po’ così: un bambino che si affaccia alle conoscenze del mondo, accompagnato dal proprio maestro.  Quando andavo io alle elementari avevamo un maestro che ci accompagnava per 5 anni.

Il maestro Nakano, pur non essendo il mio maestro,  mi ha accompagnato nello sviluppo del mio iaido per ben più di 5 anni.  La prima volta che è venuto in Italia mi dicono sia stato nel 2002, sinceramente non ho buona memoria per le date, ma mi ricordo il maestro Nakano in un sacco di seminari, iniziando da Sportilia e via via negli anni.

Ho sempre avuto un buon feeling con Nakano sensei, forse anche un po’ perché mi ricordava mio padre, una figura minuta proprio come mio padre, una persona solare sempre ben disposta nei miei confronti, ma anche nei confronti di tutti i praticanti, sempre con un sorriso ed una parola di incoraggiamento.  L’umorismo era parte del suo essere, anche se è difficile per me che non parlo giapponese, ma con lui mi sembrava quasi di poter discorrere tranquillamente, e quando non capivo, mi sorrideva, mi dava uno scappellotto e mi spiegava le cose in maniera diversa per aiutarmi a capire.

Nakano sensei, per la maggior parte delle volte durante i seminari in Italia, ha ricoperto il ruolo di “secondo” ed insegnava ai gradi più bassi.  La sua conoscenza delle basi era fantastica, la sua didattica era fantastica ma purtroppo non sempre è stato capito dai praticanti italiani. In realtà quante cose ci ha ricordato, spiegato e fatto comprendere, le basi per un principiante sono come le fondamenta e con lui si potevano costruire fondamenta solidissime.

Nakano Sensei

Durante gli ultimi anni, mi ha sempre chiesto di aiutarlo nell’insegnamento ai principianti, eravamo una bella “coppia” ma comunque quando facevo o dicevo qualcosa di sbagliato, lui era sempre pronto a riprendermi davanti a tutti, ma sempre col sorriso e senza mai evidenziare il fatto che lui era lui,  8° dan hanshi.

Mi ritengo molto, molto fortunato: negli ultimi 6 anni oltre ad incontrarlo in Italia l’ho sempre visto anche in Giappone in occasione del Kyoto Taikai, quanti sorrisi e pacche sulle spalle. Più di una volta ci ha preso per mano e ci ha portato a conoscere questo o quel maestro, presentandoci con grande enfasi, quasi come fossimo suoi allievi. Amico del maestro Ishido e grande amico del padre del maestro Ishido, era conosciuto da tutti e da tutti ne ho sempre sentito parlare gran bene, e devo dire che più conosco l’ambiente e più questo vuol dire essere una gran brava persona.

Sono stato fortunato, a Novembre è stato mandato dalla Zen Ken Ren ancora una volta in Italia, e sono riuscito a fare ancora un seminario con lui. Aveva subito un’ operazione che non gli permetteva più di andare in seiza, ma la vitalità e la voglia di insegnare era rimasta la stessa.  Purtroppo rimane un  gran rammarico, mi aveva chiesto di partecipare almeno una volta al Taikai di Osaka prima della sua morte, ma purtroppo per quest’anno avevo già organizzato di andare in Giappone a febbraio, mentre il taikai ad Osaka è a gennaio, gli avevo detto il prossimo anno… Purtroppo lui non ci sarà più, farò di tutto per onorarlo cercando di parteciparvi il prossimo anno.

Nakano Sensei

Mi mancherà, mi mancherà il suo sorriso, mi mancherà la sua pacca sulla spalla, mi mancherà seguirlo quando insegnava, mi mancheranno tutte le cose che poteva ancora insegnarmi, mi mancherà prepararmi al Kyoto taikai, senza più avere lui che mi corregge le ultime cose in mezzo a centinaia di persone.

Mi mancherai sensei, ma sarei sempre parte del mio Iai e avrai sempre un posto speciale nel mio cuore.

Grazie sensei,

Claudio Zanoni

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