Women in Iaido Seminar

women in iaido seminar 2024
di Yves Lepoivre

Nel 2018 Danielle Borra Sensei ha chiesto a Miyuki Kinomoto Sensei di organizzare il primo seminario a Torino sul tema della pratica femminile dello Iaido. Nonostante le difficoltà, legate tra l’altro al covid, questo seminario è ormai sul punto di diventare uno dei momenti clou dello Iaido europeo.

Quest’anno, sotto l’egida della Nederland Kendo Renmei e la guida di Elaine Van Ommen Kloeke Sensei, Utrecht ha ospitato l’edizione 2024. Il sabato la formula prevede un seminario esclusivamente femminile mentre la domenica è misto, permettendo al pubblico maschile di aprirsi alle particolarità della pratica del mondo femminile. 

Così sabato, grazie alla gentilezza di René van Amersfoort Sensei, alcuni uomini hanno avuto il privilegio di poter praticare presso lo stesso Kiryoku Dojo sotto la supervisione del Sensei. Quattro ore di lezione tra buon umore, pausa ciambella e ricerca dell’estrema precisione. Grazie René Sensei, che onore poter praticare nel vostro Dojo che presto festeggerà i suoi… 40 anni di esistenza…

La domenica era quindi con un mix di curiosità ed eccitazione che ci siamo affacciati alla giornata e a quello che la giornata preannunciava. Sapevamo già che, purtroppo, Kinomoto Sensei non avrebbe potuto essere fisicamente presente per motivi medici. Ma, sorpresa, è stato attraverso il video che siamo riusciti a metterci in contatto con lei e constatare con gioia che si stava riprendendo bene.

Danielle Borra Sensei e Yuki Kanto Sensei hanno saputo raccogliere la sfida con eleganza ed efficacia, prima presentando la situazione dello Iaido femminile europeo (17% delle praticanti) poi sviluppando un sondaggio condotto tra praticanti e insegnanti uomini. Sono i punti di difficoltà sollevati dalle donne che hanno quindi portato allo sviluppo teorico e pratico della giornata. Le risposte maschili oscillavano tra la conoscenza dei problemi senza sapere come risolverli e la negazione di particolari difficoltà.

Allora è stato attraverso il video che Kinomoto Sensei, piacevolmente tradotta da Yuki Sensei, ha cercato di dare risposte a queste difficoltà che sono di due tipi, tecniche e psicologiche.

Le difficoltà tecniche sono ovviamente in parte legate alle differenze anatomiche: busto più corto in proporzione, torace, bacino più largo e fianchi più alti.

Le conseguenze sono: indossare l’Hakama più alta sui fianchi quindi difficoltà ad avere le mani allo stesso livello durante il Chiburi – bacino più ampio che porta ad una naturale difficoltà nel mantenere lo spazio tra i piedi durante un Fumi komi, il piede posteriore tende ad avvicinarsi troppo al piede anteriore – torace più grande che porta a difficoltà, o addirittura al timore di una collisione, nell’eseguire Tsuki in Tsuka ate e Shiho giri. Ma anche difficoltà nell’esecuzione di Nuki uchi in Morote tsuki, Sanpo giri e Soete tsuki, i Nuki sono vicini al petto e a volte per compensare la difficoltà si utilizza una rotazione dei fianchi che non deve invece esserci.

I problemi psicologici menzionati sono ovviamente meno pratici ma evidenziano difficoltà durante le fasi di Zanshin e soprattutto nell’espressione del Kihaku (energia meno fisica che spirituale, determinazione o spirito combattivo), vale a dire in un certo senso una particolare difficoltà nel “percepire” Kaso Teki. Una spiegazione potrebbe essere una naturale tendenza a mantenere uno spirito più accademico, più legato alla corretta esecuzione di una tecnica piuttosto che il vero raggiungimento dell’obiettivo del gesto stesso.

Per più di due ore Kinomoto Sensei, talvolta assistita da Matsuoka Sensei (!), ha mostrato esercizi o dato spiegazioni per superare queste difficoltà. Alcuni sono Esercizi di riscaldamento per stabilizzare le anche, o modi di lavorare in coppia con i Boken.

Tecnicamente parlando, Kinomoto Sensei ci ha raccomandato di applicare i cambiamenti introdotti  da Kusama Sensei negli ultimi due anni nel modo di eseguire alcune fasi del Kata. Soprattutto durante i Kata 4 e 10 poiché queste modifiche sono in linea con la pratica femminile. In sintesi, in precedenza, nel 4° kata, per la preparazione di Tsuki, bisognava posizionare il Mune di Mono uchi sul petto, e fare Tsuki scendendo verso il Suigetsu.  Ora bisogna posare  il  centro del Mune sul Suigetsu, ed eseguire lo Tsuki in linea retta verso il Suigetsu dell’avversario. Non bisogna dimenticare un forte Shibori con la mano sinistra portando il Koi guchi al centro con una forte pressione verso il basso, posizionando il Kuri gata verso l’alto. Con, come felice conseguenza, anche evitare di colpire la mano destra con la Tsuba durante lo Tsuki.

Per la risoluzione del Nuki uchi nei Kata 6, 7 e 9, ci ha mostrato esercizi statici portando Saya e Iaito, quasi come in Ganmen ate, alla giusta altezza, l’Hasuji destro secondo l’angolo corrispondente ai diversi tagli. Successivamente facciamo scorrere il Saya lungo la lama, sempre quasi come in Ganmen ate e al momento del Saya banare, un forte Te no uchi innesca il taglio completato dal braccio portando il Kissaki all’altezza del mento, in 6 e 7, sopra il proprio polso destro in 9. Allo stesso tempo, un forte ancoraggio del piede sinistro posteriore impedisce un’eccessiva rotazione dell’anca sinistra, una tendenza più marcata nelle donne. Poi, nel 6, attualmente il Kissaki non scende più alla gola ma direttamente verso il Suigetsu dell’avversario.

Per quanto riguarda Chiburi, per l’altezza delle due mani è necessario trovare un compromesso, la mano destra deve cercare di rispettare al meglio gli angoli prescritti. Questa è l’occasione per attivare ulteriormente la mano sinistra, spesso assente in questa fase, con una leggera pressione contro il corpo ed una leggera spinta verso il basso sulla Saya.

Per quanto riguarda le difficoltà psicologiche, le raccomandazioni di Kinomoto Sensei si basavano sul rispetto del Riai, vale a dire, in un certo senso, sulla realtà di un vero combattimento. In teoria l’equazione è abbastanza semplice: eliminare o essere eliminati. Gli esercizi accoppiati con il Boken possono portare ad una migliore realizzazione del Kaso Teki durante l’esecuzione del Kata. Poi, durante il Kata, la forza fisica deve essere assolutamente relegata nell’oblio; è il cuore spirituale ed emotivo, Kokoro, che dona Kihaku e Zanshin. Non tagliamo con le mani, ma con i piedi, non tagliamo con i piedi ma con le anche, non tagliamo con i fianchi ma con il Kokoro. La “realizzazione” di Kaso Teki può passare attraverso il pensiero e il rispetto di un essere appena distrutto, che prima di essere un nemico era un essere umano, con famiglia, rapporti sociali, ecc…

Dopo il congedo di Kinomoto Sensei, il pomeriggio si è svolto nella pratica di tutti questi elementi e nella ripetizione dei Kata 4, 10, 6, 7 e 9. Danielle e Yuki Sensei sono stati poi assistiti da René, Aad van de Wijngaart e Philippe Bruwier Sensei. Ognuno a turno ha offerto il proprio modo di arricchire la pratica del Kata. Un’esperienza per aprire la mente e un leitmotiv giudizioso di Philippe Sensei: eseguire Kata come Kihon!

Grazie a Kinomoto Sensei, a tutti i partecipanti, al team organizzatore, ai Sensei presenti. Perché tutti questi suggerimenti  potrebbero migliorare anche la pratica maschile, perché lasciamo l’ultima parola a Danielle Borra Sensei: non esiste Iaido femminile o maschile. Esiste UNO Iaido. Ma…

Yves Lepoivre

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