Il mio primo anno da Team Manager
di Diana Benevelli
Questo è stato il mio primo anno da team manager e non sapevo cosa aspettarmi, era una situazione nuova ed emozionante. Oltre al chiedermi se sarei stata all’altezza della situazione, mi sono domandata come sarebbe stato il gruppo, come avremmo gestito lo stress… Sono stata davvero sollevata quando ho ritrovato lo stesso spirito che c’è in ogni allenamento della Nazionale: un gruppo di amici che praticano insieme, si impegnano per tirare fuori il meglio l’uno dall’altro, che lo fanno in leggerezza e con un obiettivo comune.
Ho sempre pensato che l’obiettivo fossero le gare, in questo contesto, ma quest’anno ho davvero aperto gli occhi anche su questo gruppo: ci rendiamo migliori a vicenda come esseri umani. Prendiamo dall’altro la gentilezza, i modi, i consigli e ciascuno li convoglia in un miglioramento personale, che si riflette sugli altri e porta tutto il gruppo a crescere e ad alzare il livello umano.

Tutto il gruppo di allenamento era partecipe in questi Europei: i messaggi d’incoraggiamento di chi non c’era, le foto di chi c’era, l’impegno di chi ha tirato e di chi ha organizzato. E’ stata una marea di affetto, un’inaspettata connessione fra tutti noi che ha contribuito, secondo me, ai risultati che sono arrivati e che sarà vitale per quelli che arriveranno.
Per la prima volta ho visto un gruppo così numeroso essere unito nonostante una serie di potenziali ostacoli: tutti annullati da quello che è stato costruito prima, nel resto dell’anno.
Ecco, questa grande cosa che sono stati i risultati all’Europeo per me è l’unione di tante grandi cose. Gli stage a cui ci si ritrova, le sere in dojo, le gare fatte, le trasferte per partecipare ad allenamenti sempre diversi che possano ispirarci. Adesso riguardo al percorso fatto e vedo dove ogni mattone è stato posato, la cura con cui sono stati disposti, e mi dico che è naturale che sia arrivata una ricompensa tale.
Ancora complimenti a tutti e grazie per avermi regalato un sogno.
Diana Benevelli

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Рад за тебя Антон. Ты перегнал меня…. МОЛОДЧИНА. В далеком 1993 году на международке по “КАРАТЕ ДО СИНСЕБУ” я был всего 3-м…. Сын – горжусь тобой, желаю тебе вырасти настоящим мастерам клинка. Люблю , помню, скучаю. Твой отец.
Спасибо большое тренерам , товарищам по команде за Антона . Побед , успехов во всем , здоровья. СПАСИБО.
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