Le tre impugnature nello Iaido
(dagli insegnamenti del Maestro Ishido così come li abbiamo capiti)

Per molto tempo abbiamo pensato che la spada andasse impugnata sempre nello stesso modo credendo anzi che fosse un errore cambiare l’impugnatura. Ancora oggi insegniamo ai principianti come impugnare nella modalità Kirite e diciamo che per un po’ di anni devono sforzarsi di mantenere l’impugnatura così com’è senza variare nulla.

Per i gradi intermedi ed avanzati in realtà è necessario imparare a far muovere in modo naturale  la spada all’interno della mano e  variare leggermente l’impugnatura a seconda del movimento che si sta eseguendo.

Il Maestro Ishido, una delle prime volte che siamo andati a praticare nel suo Dojo, ci ha insegnato che esistono tre tipi di impugnature diverse. Rileggendo gli appunti di alcuni seminari abbiamo ritrovato lo stesso concetto espresso da molti altri Maestri giapponesi, per esempio i Maestri Kobayashi e Fukuhara nei due seminari del 2008, i Maestri Nakano o Azuma nei vari seminari fatti in Italia.

Spesso questi Maestri hanno detto che il modo di tenere la spada, di mettere forza con il tenouchi e la capacità di muovere naturalmente la spada nelle mani è un punto da osservare nei gradi intermedi o avanzati e che indica la maturità e profondità della pratica.

E’ quindi un concetto comune che per molto tempo non siamo riusciti a capire in modo corretto.

Le tre impugnature sono le seguenti

  1. Kirioroshi no te, Kirite (la mano che taglia) 

E’ l’impugnatura classica che si usa per tagliare e che insegniamo normalmente ai principianti. Non è semplice da realizzare in modo corretto e, vista la sua importanza, cercheremo di approfondire questo tipo di impugnatura in una apposito post.

Kirioroshi no te, Kirite
Kirioroshi no te,  Kirite
  1. Chiburi no te, Tomete (la mano che ferma) 

 In questo caso la mano è leggermente più all’interno della tsuka. Questo tipo di impugnatura si usa per esempio nel chiburi e rende più facile arrivare nella giusta posizione e bloccare la spada in modo fermo. Il passaggio da kirite a tomete può essere realizzato in modi molto diversi a seconda del Maestro, ma la cosa importante e comune a tutti gli insegnamenti è la naturalezza del gesto. Il momento in cui si realizza il cambio di impugnatura non è visibile (se non ad un occhio molto attento) e c’è continuità e fluidità nel passaggio. La tsuka si muove in modo naturale all’interno delle proprie mani.

Chiburi no te, Tomete
Chiburi no te, Tomete
  1. Nukitsuke no te 

In questo caso la mano è leggermente ruotata all’esterno ed è usata per realizzare i tagli orizzontali. Il Maestro Azuma nel seminario di Modena di Maggio 2019 ha insistito molto sull’uso di questa impugnatura anche per realizzare il colpo di tsuki nel 4°, 8° e 10° kata. Anche per la realizzazione di questo tipo di impugnatura è importante che il movimento della tsuka all’interno della mano avvenga in modo naturale e “non visibile”. 

Nukitsuke no te
Nukitsuke no te 

Non è facile realizzare e applicare le tre impugnature diverse,  è necessario che le proprie mani lavorino in modo morbido e permettano quindi all’impugnatura della spada di posizionarsi in modo più efficace all’interno delle due mani. Per i principianti è chiaramente un concetto troppo complesso ed è bene che si esercitino a realizzare un buon Kirite,  poiché spesso è già difficile mantenere questo tipo di impugnatura durante il taglio, ed esercitare un buon tenouchi.

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