Bentornato nella rubrica di mental coaching: utilizzare la mente per ottenere risultati migliori.
Il mio intento è quello di fornirti alcuni spunti per riuscire a dare il meglio di te negli allenamenti, nelle gare e negli esami di iaido e jodo.

Articoli precedenti:
1 - Introduzione
2 - Gli Obiettivi
3 - Motivazione
4 - Concentrazione
5 - Dialogo Interno
6 - La Respirazione
7 - Uscire dalla zona di comfort
8 - Le Visualizzazioni

Cosa hanno in comune le mie due passioni, il mentalismo e lo iaido?
Molte! La ricerca della perfezione, lo studio minuzioso, l’allenamento costante e continuo, l’impossibilità di commettere errori, l’esibizione in pubblico e la ricerca di emozioni.
Si, ed è proprio quest’ultima che mi spinge ad andare avanti, giorno dopo giorno, perché tutti noi siamo alla ricerca di una vita intensa, piena e ricca di emozioni.
L’emozione che accompagna un successo sul palco decretato dagli applausi del pubblico, così come quella che deriva da una vittoria ad una gara o dal passaggio di grado in un esame. Ma anche quella di ansia e paura prima di una prova o di rabbia per qualcosa che è andato storto.
Se qualcosa non emoziona, per me, non ha valore.
Ma non tutti vivono le proprie emozioni allo stesso modo. C’è chi ad un esame esprime appena il 50% delle proprie potenzialità e chi invece riesce ad ottenere una performance migliore rispetto alle aspettative.

Le emozioni

Un buon motivo per praticare lo iaido, è proprio prendere coscienza dei propri limiti, sia fisici che mentali, e cercare di superarli.
Tra i limiti mentali, riuscire a controllare le emozioni occupa una delle prime posizioni.
Riuscire a comprendere e riconoscere le proprie emozioni per poterle utilizzare a proprio vantaggio è un obiettivo fondamentale per tutti coloro che all’esercizio fisico vogliano intraprendere anche un percorso di mental training.

Le emozioni sono stati mentali soggettivi che comportano cambiamenti fisiologici di breve durata, automatici e involontari. Visto che tali emozioni incidono sulla nostra pratica (soprattutto in caso di esami e gare) è giusto imparare a gestirle in modo efficace e produttivo.

Le emozioni possono essere positive e negative. Ricordate l’ultimo esame di iaido superato? Beh la gioia era chiaramente un’emozione positiva. Tra quelle negative invece, quelle che più ci interessano ai fini dello iaido, sono rabbia, paura e ansia.

La rabbia

La rabbia è una di quelle emozioni negative che, se non controllata, può portare rigidità nei movimenti, troppa forza e poco controllo.
Soprattutto nello iaido in cui determinazione, autocontrollo e concentrazione sono elementi fondamentali, la rabbia può essere considerata un’emozione disturbante.
Quante volte, durante una competizione, una decisione della commissione arbitrale a nostro avviso sbagliata, ci provoca questa emozione?
Un allenamento mentale sul controllo di questa emozione può trasformare la rabbia in determinazione e tenacia nel raggiungimento dell’obiettivo. Infatti la rabbia può essere considerata come un’emozione con valenza negativa, se inaspettata e non controllata, ma anche positiva se gestita in modo corretto.

La paura

La paura è un’emozione che proviamo tutti molto spesso e che influisce negativamente sulle nostre performance. La paura può essere associata al timore di perdere una gara o fallire un esame. Più si ha paura, più la nostra prestazione risulterà scadente. Risulta quindi di fondamentale importanza capire che la preoccupazione è una costante che si verifica sempre in situazioni in cui ci mettiamo in mostra davanti ad altre persone poiché pensare di deludere se stessi o gli altri porta a provare questa sensazione di vulnerabilità.

L’ansia

L’ansia che è una parente stretta della paura, è sempre stata la peggior nemica della prestazione sportiva. Durante lo stato di ansia si attivano in noi una serie di alterazioni fisiche che ci portano ad una condizione di stress molto elevata. Avete presente, subito prima di entrare in uno shiai-jo, quello stato di apprensione e tensione che ci porta ad avere un battito cardiaco molto accelerato ed un’eccessiva sudorazione alle mani?

Cercare di controllare e gestire queste emozioni solo prima di una gara o un esame non ha molto senso. Senza un allenamento specifico di mental training, esattamente come avviene per sviluppare le abilità fisiche, non si andrà da nessuna parte.
Lo scopo di questo allenamento mentale è riconoscere i cambiamenti fisiologici ed emotivi del proprio organismo durante un embu di iaido utilizzarli a proprio vantaggio al fine di ottenere piena consapevolezza e controllo dei pensieri, sentimenti e sensazioni.

Il primo passo è comprendere la percezione che abbiamo di noi stessi, identificando i nostri punti di forza e di debolezza. Quali sono le caratteristiche che influenzano la nostra pratica e su quali lavorare per raggiungere una performance eccellente.

La gestione delle emozioni

Pensate ad uno iaidoka bravo, uno di quelli che vince sempre; pensate non si emozioni? Sbagliato. Si emoziona anche lui, forse anche di più. Però ha imparato a gestirle e a trasformare le emozioni negative in energia e concentrazione.

E’ importante ricordare che le emozioni sono spontanee e non è possibile bloccarle. Si può però controllarle e usarle a proprio vantaggio. Le emozioni sono una fonte straordinaria di energia.

Saper controllare le emozioni vuol dire avere la capacità di portare l’attenzione verso l’obiettivo immediato.
Sostanzialmente per far ciò si consiglia l’uso di alcune strategie per controllare, gestire e ridurre l’emozione considerata disturbante – per esempio l’ansia o la paura o la rabbia – tramite l’utilizzo di tecniche di rilassamento, di respirazione, di visualizzazione, di self-talk.

Se è vero che l’ansia può modificare, per esempio, la respirazione e il tono muscolare, è proprio controllando la respirazione e inducendo un rilassamento muscolare, un abbassamento della tensione, che potremo agire sull’ansia riducendola. Allo stesso modo si potrà utilizzare un self-talk (dialogo interno) positivo che vada a bloccare i pensieri negativi.

In conclusione, due sono le fasi importanti per quel che riguarda le emozioni nel nostro percorso di mental training: la prima è imparare a riconoscere le proprie emozioni; la seconda, saperle regolare. Alcune emozioni sono estremamente energizzanti e produttive e vanno quindi stimolate, coltivate; altre andranno invece regolate e mitigate.

L’abilità di controllo delle emozioni non si impara dall’oggi al domani: è per questo che gli iaidoka più esperti se la cavano meglio. La pratica di tecniche di respirazione, di rilassamento, di visualizzazione, di self-talk, e allo stesso tempo lo sviluppo della capacità di attenzione e la gestione degli obiettivi – analizzate nei capitoli precedenti – ci porterà ad una maggiore abilità di controllo delle emozioni e a un enbu migliore e vincente.

PER RAGGIUNGERE QUALCOSA CHE NON HAI MAI OTTENUTO FINO AD ORA, DEVI DIVENTARE QUALCUNO CHE NON SEI MAI STATO.

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