Il primo capitolo del manuale di Jodo della Zen Nippon Kendo Renmei, espone le caratteristiche peculiari di questa arte marziale giapponese.

Subito dopo aver descritto le armi con cui si pratica – il bastone (jo) e la spada di legno (bokuto) – c’è un paragrafo sullo spirito con cui viene insegnato il Jodo che ne è anche il principio base:

Il Jodo non fa dell’attacco il proprio fulcro: opponendosi all’assalto dell’avversario, il suo vero scopo è quello di trasformare l’assalto
stesso in un occasione per avere la meglio. Infatti la maggior parte dei kata hanno inizio con il Go no Sen, che può essere riassunto da questo antico detto:

Puoi punire ed educare qualcuno, senza ferirlo

Ma cos’è il Go no Sen?

Più volte ho sentito diversi sensei parlare di Go no Sen e relative differenze con il Sen non Sen ed il Sensen no Sen. Si tratta di concetti, più che di tecniche, delle arti marziali giapponesi che riguardano il timing.

Go no sen (in giapponese 後の先, dopo l’attacco). Go significa dopo, un’azione che viene subito dopo che è successo qualcosa. Quindi, nel nostro caso, subito dopo un attacco da parte del nostro avversario. Sen è l’attacco ma anche la percezione, la sensazione, la comprensione di ciò che sta avvenendo.

Nel Jodo, quasi sempre, Shidachi (colui che usa il jo) difende da un attacco da parte di Uchidachi (colui che usa il bokuto).

Quindi possiamo dire che Go no Sen è l’azione che mettiamo in atto dopo che l’attacco è già scaturito.

Sen no sen

Se nel Go no Sen Shidachi attende che Uchidachi si muova per primo per poi agire di conseguenza (agire e non semplicemente reagire!), nel Sen no Sen i contendenti si muovono nel medesimo istante.

Sensen no Sen

Il principio del Sensen no Sen si attua invece quando siamo noi ad agire per primi. Agire e non attaccare! In realtà la difficoltà del Sensen no sen sta proprio nel percepire la volontà di attacco da parte del nostro avversario ed agire noi per primi.

Conclusioni

I principi di Go no Sen, Sen no Sen e Sensen no Sen non si applicano ovviamente solo al Jodo ma a tutte le arti marziali giapponesi come il karate, il Judo, l’Aikido, il Kendo e lo Iaido.

Per approfondire l’argomento si rimanda al documento Iaidō – Teoria in sintesi presente nella nostra biblioteca online.

Disclaimer

Questo articolo è frutto di riflessioni personali dell’autore che pratica Jodo solo da pochi anni e pertanto non è un esperto in tale materia. L’articolo è stato scritto per condividere uno studio ed un approfondimento per la propria crescita personale e come tale va letto. Nessun insegnamento, solo riflessioni condivise in cerca di conferme. Si prega di comunicare eventuali inesattezze e/o errori che verranno prontamente modificate / eliminati.

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