Un’esperienza nuova
di Claudio Zanoni
Un’esperienza nuova.
Ieri ho partecipato per la prima volta al Taikai di jodo, un’ esperienza nuova per me. In realtà mi ero trovato a partecipare ad una vecchissima edizione a Torino, ma più per caso che per volontà mia.
Questa volta invece, complice un po’ Rastrelli e il fatto che ci fosse la competizione a squadre, mi sono detto ma si dai proviamoci.
Premetto che il mio impegno nel jodo è da considerare circa una centesima parte di quello che metto nello iaido, ma in qualche modo in dojo ci siamo ritagliati uno spazietto e i nostri 45 minuti alla settimana riusciamo quasi sempre a farli.
Non partecipo purtroppo al seminario di Murata Sensei il Sabato, che mi dicono sia stato magnifico, perché a maggio devo sempre affrontare un periodo lavorativo piuttosto intenso che prevede l’impegno anche del sabato. Devo quindi armarmi di tanta voglia e Domenica mattina alle 5 parto in treno alla volta di Bologna.
Non farò una radio cronaca del Taikai, ma vorrei raccontarvi delle mie sensazioni. So benissimo di essere abbastanza scarso nel jodo perché dedico alla disciplina troppo poco tempo ma, nonostante questo, come è mia abitudine cerco di fare tutto quello che mi è stato insegnato da quando ho ripreso a praticare. Sono un quarto dan ma non so bene nemmeno io come sia possibile.
Forse per via del mio grado nello Iaido in molti mi chiedono di fargli da Tachi e va benissimo, è un buon modo per entrare nel clima della gara.
Cerco di fare del mio meglio e di adattare la velocità del tachi al livello del compagno che ho davanti, sinceramente sono abituato ad avere una spada in mano e quindi la cosa non mi crea nessun tipo di problema.
Nel frattempo Ramona arriva in semifinale, dove purtroppo perde, ma il Bronzo è suo.
Finalmente arriva la volta di Alessio e come deciso sono li a fargli da tachi, pratichiamo insieme in palestra e quindi va tutto abbastanza bene, Alessio è un po’ teso ma alla fine vince la sua pool ed è medaglia d’oro.
Tutto sotto controllo, l’emozione non si fa sentire e riesco ad esprimere quello che ritengo essere in grado di fare, ovviamente lo Iaido aiuta in questa parte e non poco.
Ed eccomi qui, adesso si fa sul serio, mi ritrovo in mano il mio Jo e la sensazione cambia, anche se ci sono molte similitudini con la spada, la sensazione per me è diversa. Tocca a me, Alessio è pronto davanti a me col tachi in mano, l’arbitro da l’ hajime, e quella sana emozione mi riprende, la senti dentro, la devi controllare altrimenti non riesci ad esprimere quello che sai, non la puoi ignorare, devi saperla accettare e controllare, devi riuscire a praticare con lei e non lasciarti sopraffare. Ovviamente il secondo Shiai è meglio del primo, riesci a controllare meglio l’emozione, l’adrenalina oramai è già a spasso per il tuo corpo e quindi non hai la botta dell’inizio e tutto è più semplice.
Alla fine della Pool, mi ritrovo medaglia d’argento, be dai non male, soprattutto perché la Maestra la sera prima mi aveva detto ”certo che sei proprio matto, alzarti alle 5 per due Shiai”. fiducia totale nelle mie possibilità!
Siamo pronti alla gara a Squadre, mi ha sempre emozionato nello iaido e il Jodo non è diverso, siamo in tre, Alessio, Ramona ed io, tutto il resto è storia, la SGT vince il Taikai a squadre di Jodo. Credo sia stato il primo Taikai a squadre CIK e speriamo si possa continuare.
Il jodo è un settore con una crisi di praticanti cronica. Si meriterebbe un numero maggiore di praticanti, anche perché sarebbe un aiuto fondamentale per tutti quelli che praticano solo Iaido per capire la relazione con un avversario, le distanze e soprattutto per lavorare con qualcuno che ti sta davanti.
Questo è un invito al mio dojo, il martedì con un pochino di impegno in più (45 min) si possono capire molte cose , e alla fine magari ci si riesce a divertire, come è capitato a me domenica.
Claudio Zanoni
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