English version here

Segreto n° 7:

il Koryu

Andando avanti con i gradi dovrete inserire dei kata di Koryu nel vostro embu o shiai.

Anche qui la preparazione è alla base del successo, io non sposo la linea di pensiero che ritiene che nella vita servano solo 2/3 kata di koryu e nulla di più. Credo che lo studio del Koryu sia un approfondimento importantissimo della nostra pratica. Non vorrei aprire qui dei dibattiti se lo stile che pratico io sia da considerare antico o moderno, in giro su internet troverete decine di discussioni su questo argomento, quello che invece mi interessa è come preparare una determinata gara.

Se prendiamo la ginnastica artistica per esempio all’interno della propria performance alcune atlete inseriscono degli esercizi con un livello di difficoltà più alto poiché questo, se fatto correttamente, aumenta il punteggio finale della prova.

Ora nello iaido non abbiamo punteggio ma solo bandierine, allora qual è il nesso? In generale gli arbitri se vedono esibire un kata difficile però fatto in modo quasi impeccabile rimangono colpiti e molte volte sono portati a preferire quella performance, ovviamente se non ci sono errori nel resto dei kata!

Ma come scegliere e studiare un Kata più difficile? Ognuno di noi ha un kata per cui prova “affetto” e quindi si trova più a suo agio quando lo pratica. Spesso però le difficoltà insite nel kata non sono facili da vedere o da percepire all’interno di uno shiai e, in questo caso, la scelta del kata risulta non essere corretta. Facciamo  qualche esempio: Gyakuto è un kata dalle notevoli difficoltà, ma è difficile per gli  arbitri, durante uno shiai in cui devono guardare due persone insieme, percepire se il caricamento per il secondo taglio è stato portato nell’istante esatto in cui l’avversario ha alzato il piede indietreggiando e quindi non può reagire e quindi se c’è un corretto ma e maai.  Probabilmente si noterà il ritmo ma non l’approfondimento che ci avete messo.  Stesso discorso per Toraissoku, un kata molto breve e veloce con una tecnica difficilissima ma di contro con un apparente facilità di esecuzione.

Insomma sono kata che difficilmente impressioneranno. Discorso diverso ad esempio per Ukigumo oppure Yamaoroshi o  Takiotoshi, per rimanere sulla seconda serie. Se anche a voi piace la seconda serie, come a me, sceglietene uno o due e studiateli alla nausea. Non accontentatevi, studiate tutti i minimi particolari, tutti i movimenti e poi immaginatevi la situazione, fatevi aiutare da un compagno e provate il riai del Kata, rendetelo parte della vostra quotidianità in modo che sia del tutto naturale…. Un kata con questi gradi di difficoltà eseguito con il giusto ritmo e con naturalità vi metterà sicuramente in una luce diversa durante lo shiai. Attenzione però un kata difficile fatto male, con errori o esitazioni, ottiene esattamente l’effetto contrario (gli arbitri normalmente hanno una buona conoscenza anche di scuole diverse dalla loro e capiscono errori o esitazioni).

Quindi nello studio di tutto il koryu, durante la pratica, fate 2 volte ogni kata e 20 volte i due che avete scelto! 

koryu

l’Aneddoto

Ricordo con infinito piacere una sera in dojo a Kawasaki, dove il Maestro Ishido, probabilmente un po’ deluso dalle mie performance, ha dato incarico a Morishima Sensei di insegnarmi personalmente Ukigumo e Yamaoroshi, (cosa mai successa). Siamo andati avanti 4 ore! Credo che alla fine della serata sulle mie ginocchia si potessero cuocere due uova, ma ricordo quella serata come una delle più belle trascorse in Giappone. Vedere l’espressione compiaciuta dei Maestri che mi guardavano e il “much much better” sono grandi soddisfazioni, anche se so che Ishido Sensei è stato molto gentile e cortese e pensava che non poteva ottenere di più da me quel giorno (l’anno dopo abbiamo ricominciato da capo!!!)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here