IL KIAI PERMESSO

Mi sono posta la domanda su cosa mi sia piaciuto di più del seminario di jodo che si è svolto a Castenaso lo scorso weekend.

Ovviamente ci sono molte possibili risposte.

Vedere gli amici di pratica e potersi abbracciare, per esempio. Fare uno stage vero, in presenza, con l’autostrada, l’autogrill, l’alzarsi presto, gli spogliatoi.

Praticare insieme. Vedere i kata eseguiti dai maestri a due metri da te e non da uno schermo. Si potrebbe continuare elencando tutto quello che ci è mancato e che abbiamo ritrovato.

Ma per me la cosa che mi ha commossa è stato il palazzetto che risuonava per il kiai. Questa emissione di voce che ci è stata finalmente permessa ed anche incoraggiata, il rimbombo delle voci durante gli esami, ha rappresentato qualcosa di liberatorio. Come una specie di ultimo tabù frantumato dal lento ritorno ad una quasi normalità.

Dal silenzio delle mascherine alla potenza del kiai che se ne infischia di droplet e virus è stato faticoso, ma abbiamo vinto noi.

Bello quindi rivedersi e praticare, e riempire l’aria del palazzetto con i suoni di tutti noi che non abbiamo mollato, nonostante tutto.

Cristina Gioanetti

jodo-castenaso-2021
Foto di Monia Menozzi
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